19:58 14 Agosto 2020
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Luigi Di Maio riporta alla Camera dei deputati la posizione dell'Italia sulla questione Hong Kong e la legge sulla sicurezza voluta dalla Cina. L'Italia difende il principio ‘un Paese due sistemi’.

Rispondendo al ‘question time’ alla Camera dei deputati, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio esplicita ancora una volta la posizione dell’Italia sulla legge sulla sicurezza adottata dalla Cina nei confronti della piccola amministrazione speciale di Hong Kong.

“L’Italia assieme ai partner europei e al G7, mantiene una posizione chiara e netta: difendiamo il principio ‘un Paese due sistemi’”.

Sulla legge Di Maio aggiunge: “Esprimiamo grave preoccupazione per le conseguenze dell’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale adottata dall’Assemblea nazionale del popolo”.

Di Maio sottolinea anche il fatto che l’Italia ha “reagito prontamente ad ogni passo dell’iter legislativo” e ricorda che l’Italia sul caso “si è pronunciata sette volte”.

La voce dell’Europa

Di Maio ritiene indispensabile a questo punto la “voce unica e coesa” dell’Unione Europea, che deve ribadire che “la legge sulla sicurezza nazionale non è conforme a quanto stabilito dalla Legge fondamentale di Hong Kong e dalla Dichiarazione sino-britannica del 1984”.

L’Italia promuove l’autonomia di Hong Kong

Di Maio riferisce anche che in ogni incontro bilaterale avuto con la Cina e negli incontri multilaterali, è stato sempre ribadito il messaggio che “occorre preservare la stabilità, la prosperità e l’autonomia di Hong Kong”.

Sostegno della società civile

A sostegno della società civile ci sono delle iniziative allo studio da parte dell’Unione Europea e di altri partner europei riferisce Di Maio.

Si tratta di iniziative coordinate che dovranno essere a sostegno dei cittadini di Hong Kong, ed “in linea con il principio ‘un Paesi, due sistemi’, principio che dovrà regolare la sovranità della” Cina su Hong Kong fino al 2047.

La legge sulla sicurezza di Hong Kong

La legge sulla sicurezza di Hong Kong, approvata dal Congresso nazionale cinese alla fine di giugno, vieta le attività secessioniste, sovversive e terroristiche, nonché qualsiasi forma d'interferenza straniera a Hong Kong. Pechino ha costantemente affermato che i disordini pubblici in corso a Hong Kong sono il risultato d'interferenze straniere negli affari interni della Cina. Tuttavia, la legge è stata condannata dai politici occidentali, tra cui il premier britannico Boris Johnson, che ha affermato che questo viola la Dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984. Johnson ha affermato che il Regno Unito offrirà una strada preferenziale per la cittadinanza britannica ai residenti di Hong Kong ed ha condannato la legge cinese sulla sicurezza come una minaccia alla libertà della città.

L'Unione europea ha sottolineato le sue "gravi preoccupazioni" per la legge sulla sicurezza nazionale della Cina e ha sottolineato che "rischia seriamente di minare l'alto grado di autonomia di Hong Kong e di avere un effetto dannoso sull'indipendenza della magistratura e sullo stato di diritto".

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Cina, Luigi Di Maio, Hong Kong
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