04:01 30 Ottobre 2020
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Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (91)
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Il viceministro degli Esteri iraniano Mohsen Baharvand sostiene che Teheran abbia immediatamente respinto il tentativo di Washington di prevenire un attacco di ritorsione da parte delle forze iraniane poco dopo l'assassinio a gennaio del general maggiore Qasem Soleimani.

"Gli Stati Uniti hanno inviato un messaggio in Iran tramite l'ambasciatore svizzero (la cui missione funge anche da sezione degli interessi di Washington a Teheran) per chiedere all'Iran di non fornire una risposta, ma è stato immediatamente respinto", ha detto Baharvand domenica, come riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars.

Nell'attentato del 3 gennaio vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad hanno perso la vita anche il vice comandante delle PMF (Popular Mobilization Forces) Abu Mahdi al-Muhandis, quattro ufficiali dell'IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps) e quattro truppe del PMF. Le forze dell'IRGC hanno risposto il 7 gennaio con attacchi missilistici balistici contro la base aerea di Ayn al-Asad e una base aerea vicino a Erbil, strutture che ospitano truppe statunitensi in Iraq.

Le accuse del vice ministro degli Esteri arrivano poco dopo la conclusione di un'indagine delle Nazioni Unite sull'omicidio di Soleimani guidata da Agnes Callamard, il relatore speciale delle Nazioni Unite su esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.

Secondo il relatore, l'attacco degli Stati Uniti è stato "diretto non solo all'Iran ma anche all'Iraq". Il rapporto ha evidenziato che, poiché questo è avvenuto sul suolo iracheno e senza il permesso di Baghdad, Washington ha "violato" la sovranità del paese.

Inoltre, Callamard ha insistito sul fatto che sarebbe "difficile immaginare che un attentato simile contro un leader militare occidentale non sarebbe considerato un atto di guerra, portando potenzialmente ad un'azione intensa, politica, militare contro lo Stato che lo ha compiuto”. 

"La condanna dell'atto statunitense da parte della Sig.ra Callamard, esperto e imparziale avvocato, come relatrice speciale delle Nazioni Unite, è preziosa. Tale rapporto è ora uno dei documenti dell'ONU e rimarrà come testimonianza per diversi decenni in futuro", ha osservato Baharvand domenica.

Teheran ha costantemente sostenuto che gli Stati Uniti hanno commesso un "atto di guerra" con l'assassinio di Soleimani.

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha dichiarato a gennaio che Teheran "non pensava che [gli Stati Uniti] avrebbero preso di mira l'ospite di un altro paese". Ha anche denunciato l'omicidio come il "martirio" di "un grande comandante della lotta al terrorismo", dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il generale iraniano "stava pianificando imminenti e sinistri attacchi contro diplomatici e personale militare americano" - un'accusa che non è stata confermata dalla recente indagine dell'ONU.

I mandati di arresto per un totale di 36 funzionari collegati all'assassinio di Soleimani sono stati emessi a fine giugno dal procuratore generale di Teheran Ali Alqasi-Mehr. Il funzionario ha spiegato che le tre dozzine di individui includevano Trump e molti altri "funzionari politici e militari degli Stati Uniti e di altri governi".

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Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (91)
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