20:00 14 Agosto 2020
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Il premier Giuseppe Conte sembra intenzionato a un cambio di rotta sulla questione delle concessioni di Autostrade per l'Italia ai Benetton.

Pare che il primo ministro Giuseppe Conte abbia deciso di avventurarsi sulla strada delle trattative dure con i Benetton per quanto riguarda le concessioni ad Autostrade per l'Italia.

"I Benetton non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati", ha dichiarato il premier a La Stampa, in quanto, a detta sua, questi "hanno beneficiato di condizioni irragionevolmente favorevoli per loro: può bastare così".

Ora la questione di una possibile revoca verrà portata al Cdm dove verrà deciso il futuro delle concessioni ad Autostrade. Tale dichiarazione lascia ai Benetton una sola via d'uscita: la cessione di tutte le loro quote di Autostrade per l'Italia "con modalità non troppo penalizzanti dal punto di vista finanziario". In caso contrario sarà revoca.

Questo cambio di rotta sembra essere motivato dalle fortissime pressioni esercitate dai 5 stelle nelle ultime 24 ore, mentre Pd e Italia Viva stanno cercando di convincere il premier ad abbandonare l'idea. Questi ultimi sperano che si tratti di una minaccia per ottenere di più dalle trattative, con un maggiore ridimensionamento delle quote dei Benetton in Aspi.

Secondo il PD questa via intrapresa dal premier è pericolosa in quanto potrebbe portare "danni enormi, sia al governo che alle casse dello Stato". Italia Viva addirittura rincara la dose sostenendo che "dovremmo ritenerci fortunati che Atlantia abbia accettato di baciarci le pantofole, pronta a lasciare allo Stato il controllo della società".

La proposta di Atlantia

In precedenza Atlantia ha inviato una proposta a Palazzo Chigi con l'offerta al Governo per risolvere la questione Autostrade. La proposta dovrebbe prevedere una cifra compresa tra i 2,9 e i 3,4 miliardi per i risarcimenti. A questi si aggiungerebbero altri 7 miliardi per manutenzioni e 13,2 miliardi destinati agli investimenti, con una riduzione della quota dei Benetton del 50%, forse diluendosi in un aumento di capitale. 

Per il M5S non basta

L'apertura dei Benetton disposti a rinunciare al 50% di Aspi, inimmaginabile fino a poco tempo fa, sembra comunque non soddisfare a pieno il Movimento Cinque Stelle, che vorrebbe invece un'uscita di scena totale per fare posto a un investitore sostenuto dallo Stato, quale Cdp o il fondo F2i.

L'interesse di Atlantia, ad ogni modo, sembra quello di salvaguardare Aspi a ogni costo e i Benetton, che a loro volta sono azionisti di riferimento di Atlantia, potrebbero venire incontro all'esecutivo scendendo fino al 30%

Fondamentale in questo senso potrebbe essere poi un'intesa per il superamento delle norme contenute nel decreto Milleproroghe e che di fatto hanno causato un crollo del rating di Aspi sui mercati, impedendone il finanziamento.

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