20:50 03 Agosto 2020
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Il CEO di Philip Morris André Calantzopoulos ha auspicato che sui tema del fumo possa aprirsi un dibattito aperto, pubblico e trasparente, che consenta di portare all'identificazione di prodotti meno nocivi per la salute dei fumatori.

Nel corso della videoconferenza stampa tenuta e promossa da Philip Morris, evento tenutosi in occasione del riconoscimento di Iqos come prodotto a ridotta esposizione dall'agenzia americana Fda, il Ceo della compagnia André Calantzopoulos ha rilevato come le sigarette potrebbero scomparire completamente nel giro di 15 anni in alcuni Paesi.

"Entro 15 anni, con contesti normativi in grado di supportare l’innovazione, la vendita di sigarette potrebbe terminare in molti Paesi. Già oltre 10 mln di fumatori nel mondo le hanno totalmente eliminate", sono state le parole di Calantzopoulos.

Il dirigente di Philip Morris ha quindi rivelato l'ambizione della compagnia di "sostituire completamente le sigarette con prodotti migliori per chi non smette"

"Abbiamo l'obiettivo di convertire ai prodotti alternativi almeno 40 milioni di fumatori entro il 2025, di cui la metà in Paesi Ocse", ha dunque proseguito.

Calantzopoulos ha quindi rilevato come il problema principale legato al fumo è costituito dalla combustione e che ad oggi circa "98% delle spese in ricerca e sviluppo è sui prodotti senza combustione" e su prodotti alternativi.

"E' stato riconosciuto ancora una volta che il problema principale per i fumatori è la combustione e che ci sono prodotti che, seppur a base di tabacco, sono migliori delle sigarette", ha ancora affermato il CEO.

In questo senso, la già accennata decisione dell'agenzia americana Fda potrebbe "rappresentare uno spartiacque perché si tratta di una presa di posizione forte, basata sulle evidenze scientifiche, grazie a un processo strutturato che può rappresentare un modello".

Calantzopoulos ha quindi auspicato che anche "altri enti si muovano in questo senso rendendo disponibili ai fumatori dispositivi alternativi migliori delle sigarette e informazioni corrette", oltre ad un "dibattito aperto, pubblico e trasparente su queste alternative".

"Oggi più che mai non è possibile affermare che non esiste scienza indipendente su questi prodotti", ha chiosato il rappresentante di Philip Morris.
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