22:10 24 Ottobre 2020
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Il Ministero degli Esteri italiano commemora in una nota le vittime del genocidio di Srebrenica e ribadisce il sostegno e l'amicizia da parte dell'Italia alla Bosnia Erzegovina.

L'Unione Europea ha proclamato l'11 luglio come Giornata Internazionale del ricordo delle vittime della strage di Srebrenica, pagina nera della guerra in Bosnia Erzegovina. 

"Oggi commemoriamo le vittime del genocidio di Srebrenica. Rivolgiamo a loro e alle loro famiglie il nostro pensiero e le nostre preghiere. A distanza di 25 anni è fondamentale assicurare piena giustizia", si legge in una nota della Farnesina, pubblicata nel 25° anniversario della strage.

"Commemorare Srebrenica è un imperativo morale per chi sostiene la pace e il rispetto dei diritti umani - prosegue il comunicato - Coltivare la memoria è essenziale per evitare il ripetersi di simili tragedie". "Il rispetto collettivo e il riconoscimento sono la base su cui costruire un futuro migliore e i cardini della cooperazione regionale. Nella loro domanda di pace e prosperità i cittadini della Bosnia ed Erzegovina possono contare sul forte sostegno e sulla salda amicizia dell'Italia", conclude la nota.

L'eccidio di Srebrenica

Secondo gli esperti, a Srebrenica nel luglio del 1995, a seguito di un'operazione dell'esercito dei serbi di Bosnia, guidato dal generale Ratko Mladic, vennero uccisi circa 8mila musulmani. L'assedio di questa città e le successive esecuzioni della sua popolazione maschile sono diventati uno dei più sanguinosi episodi della guerra in Bosnia Erzegovina, durata dal 1992 al1995. Il Tribunale penale Internazionale per la ex Yugoslavia e la Corte Internazionale di giustizia delle Nazioni Unite hanno classificato questa violenza come genocidio.

Il Tribunale penale Internazionale per la ex Yugoslavia e i tribunali bosniaci, negli anni del dopoguerra, hanno emesso una serie di condanne per i crimini di Srebrenica. La corte ritiene che i principali responsabili del massacro dei musulmani siano l'allora leader politico dei serbi di Bosnia Radovan Karadzic e il generale Ratko Mladic.

La missione italiana in Jugoslavia

L'impegno dell'esercito italiano in Bosnia ebbe inizio l'1 dicembre 1995, nell'ambito della missione NATO-SFOR, nella guerra dei Balcani. La partecipazione del contingente italiano, denominato ITALFOR BOSNIA, è avvenuta nell’applicazione degli accordi di Dayton, assicurando al contempo la libertà di movimento della popolazione civile.

L'Italia ha inizialmente schierato le truppe del l 3° Reggimento Artiglieria da Montagna ed integrato da altre unità altamente specializzate (NBC, Bonifica Ordigni Esplosivi, trasmissioni, genio), per un totale di circa 1.500 uomini, impegnati in attività di supporto alla popolazione e alle istituzioni locali, pattugliamento e sicurezza. 

Il contingente italiano è stato ritirato dalla Bosnia il primo dicembre 2014. 

Tags:
Serbia, Eccidio di Srebrenica, Bosnia-Erzegovina
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