20:08 13 Agosto 2020
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In piena pandemia da nuovo coronavirus, dal remoto passato riappare una terribile piaga che nel '300 decimò di un terzo la popolazione europea: la peste nera. Nuovi focolai in Mongolia e Cina preoccupano la popolazione mondiale. Ma c'è davvero da avere paura?

Tra il 1347 e il 1351 la pandemia di peste bubbonica uccise tra i 74 e 200 milioni di persone, oltre la metà della popolazione di Europa e Asia. Causata dal batterio Yersina Pestis, un parassita della pulce dei ratti, le epidemie di peste si sono susseguite anche in epoche più recenti, avvolte da misteri sulla sua trasmissione e leggende popolari, oltre ad essere oggetto di celebri romanzi come "I Promessi Sposi", di Alessandro Manzoni, o "La Peste" di Albert Camus. 

Il contagio di peste avviene sia da animale a uomo, sia tra uomo a uomo e provoca l'infiammazione dei gagli linfatici del corpo umano, che gonfiandosi genera i caratteristici "bubboni" di colore nero, da cui il nome di peste bubbonica o peste nera. A questi sintomi si accompagna febbre alta, conati di vomito e convulsioni che possono portare a una morte rapida, anche nel giro di poche ore. 

Adesso non si muore più di peste e non perché la malattia si sia estinta, ma perché nel XX secolo è stata trovata una cura. In assenza di un vaccino la peste non è stata sradicata e in alcune regioni è endemica, ma è perfettamente curabile se diagnosticata in tempo. 

Peste nera nel 2020: cosa dice l'OMS

 

Si torna a parlare di peste bubbonica, in mezzo alla pandemia di Covid-19, in seguito ad alcuni casi scoppiati in Mongolia e in una regione della Cina confinante, chiamata Mongolia Interiore. 

L'agenzia cinese Xinhua, il 6 luglio ha riferito del ricovero di un uomo in Mongolia, che ha contratto la peste dopo aver consumato carne di marmotta, uno dei maggiori vettori della malattia. Il giorno precedente era stato confermato un altro contagio in Cina. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che i casi non suscitano alcun allarme ma allo stesso tempo, la portavoce dell'organismo internazionale, Margaret Hassi, in conferenza stampa ha dichiarato che la situazione è sotto continuo monitoraggio. 

"Esiste un trattamento efficace a base di antibiotici contro i batteri nell'uomo. Diagnosi precoce e trattamento, durante le prime 24 ore dopo l'insorgenza dei sintomi, salvano la vita", ha affermato l'Oms in una nota, specificando che la malattia è endemica della regione.

Casi recenti di peste

La peste è ancora diffusa in tutti i continenti, esclusa l'Oceania, e ogni anno si registra tra i mille e i duemila casi al mondo, per lo più in Africa. Negli Usa sino al 2017, è stata accertata la presenza del Yersina Pestis in stati come l'Arizona, ma per lo più i casi riguardano gli animali. 

I Paesi al mondo in cui è maggiormente diffusa la piaga sono Congo, Madagascar e Perù. Nel 2003 alcuni casi di peste sono stati registrati non lontani dall'Italia, in Algeria con epicentro la città di Orano, con nove contagi e una vittima, un bambino di 11 anni. 

 

Tags:
Cina, Mongolia, epidemia, Malattie
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