17:41 19 Ottobre 2020
Mondo
URL abbreviato
3519
Seguici su

Nuovi, agghiaccianti dettagli relativi alla morte di George Floyd sono emersi in seguito alla pubblicazione delle registrazioni video delle telecamere personali degli agenti della polizia di Minneapolis.

Nella giornata di mercoledì il Washington Post ha reso pubbliche nuove registrazioni video delle videocamere personali degli agenti della polizia di Minneapolis che gettano nuova luce sul caso della morte di George Floyd, avvenuta il 25 maggio scorso, rivelando che gli agenti stessi si sono presi gioco di lui negli attimi immediatamente precedenti al decesso.

I nuovi contributi audiovisivi mostrano che, al momento del fermo, il 46enne afroamericano aveva manifestato agli agenti della polizia di Minneapolis la propria volontà di collaborare, a dispetto di alcuni dubbi sulla legittimità del fermo stesso.

"Mi dispiace, mi dispiace. Non ho fatto niente. Ma cosa ho fatto? Cosa abbiamo fatto, agente?", sono state le parole di Floyd, che si trovava in macchina in compagnia di Shawanda Renee Hill, agli agenti J. Alexander Kueng e Thomas K. Lane, giunti sul posto in seguito ad una segnalazione per tentativo di furto di un'autovettura.

L'afroamericano, al momento di uscire dal veicolo, ha quindi riferito agli agenti di un precedente episodio, durante il quale le forze dell'ordine avevano aperto il fuoco contro di lui:

"Mi dispiace, mi dispiace molto. Oh mio Dio. Mi hanno sparato. In passato mi hanno sparato allo stesso modo, signor agente. Signor agente, la prego, non mi spari, la prego", ha detto Floyd agli agenti mentre questi gli intimavano di scendere giù dal veicolo.

Poco dopo gli agenti hanno costretto Floyd a stendersi a terra, causandogli delle sensazioni di "ansia" e "claustrofobia", come riferito dalla stessa vittima.

"Oh mio Dio, non posso crederci. Non posso crederci. Mamma, ti voglio bene. Dite ai miei bambini che gli voglio bene, sono morto", sono state le ultime parole pronunciate da Floyd, mentre veniva soffocato da Derek Chauvin.

La derisione in punto di morte

Le videocamere personali degli ufficiali di polizia hanno poi gettato nuova luce su uno degli aspetti più macabri dell'intera vicenda, ovvero la derisione alla quale Floyd è stato sottoposto negli attimi immediatamente precedenti il decesso.

Con il 46enne afroamericano in crisi respiratoria a causa degli oltre 10 minuti passati steso a terra con il ginocchio di Chauvin sul collo, gli agenti non si sono infatti risparmiati frasi di scherno nei confronti della vittima:

"Uh uh, stai parlando un po' troppo, stai gridando un po' troppo. Ci vuole un sacco di ossigeno per dire tutte queste cose", sono state le ultime parole di Chauvin prima del sopraggiungimento della morte di Floyd.

L'autopsia di George Floyd

L’autopsia indipendente ordinata dalla famiglia dell’afroamercano George Floyd, ha dimostrato che a causare il decesso è stato il soffocamento provocato dalla pressione sul collo.

La pressione esercitata sul collo ha portato Floyd al soffocamento ed alla morte. A queste conclusioni è giunto l'esame autoptico eseguito su richiesta della famiglia del 46enne afroamericano.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook