07:20 05 Agosto 2020
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Alla fine di giugno, un'organizzazione di analisti politici del governo cinese ha avvertito di un possibile conflitto militare a causa del dispiegamento "senza precedenti" dell'esercito americano nella regione Asia-Pacifico.

War Zone ha riferito di "sostanziali miglioramenti" alla segreta base militare americana di Wake Island, descritta dal comunicato stampa come "il remoto avamposto americano nel profondo del Pacifico".

"Ulteriori espansioni all'aeroporto di Wake Island sono iniziati all'inizio di quest'anno e sono ancora in corso oggi", ha dichiarato War Zone, riferendosi alle nuove immagini satellitari che ha ottenuto dalla società grafica americana privata Planet Labs.

Il redattore di War Zone Tyler Rogoway ha indicato la "posizione chiave" Wake Island di potenziale ripiego in caso di un possibile conflitto armato con la Cina, che secondo lui quasi sicuramente interesserebbe la base navale statunitense sull'isola di Guam.

Il contrasto tra Stati Uniti e Cina nel Pacifico

L'espansione segnalata della base di Wake Island arriva nel mezzo di una situazione di stallo tra Washington e Pechino nella regione Asia-Pacifico, mentre le parti continuano ad inviare navi da guerra nell'area per esercitazioni navali.

Sabato, il comandante del gruppo d'attacco americano, il Contrammiraglio George M. Wikoff, è stato citato dal Wall Street Journal affermando che la Marina americana sta inviando due portaerei, la US Nimitz e la US Ronald Reagan, nel Mar Cinese Meridionale per prendere parte ad esercitazioni militari.

Lo schieramento è seguito a una dichiarazione del ministero degli Esteri cinese, che aveva respinto le critiche del Dipartimento della Difesa USA alle esercitazioni di Pechino nel Mar Cinese Meridionale, che secondo il dicastero militare cinese sarebbero state condotte in una zona sotto la sovranità cinese.

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha definito le esercitazioni "altamente provocatorie", aggiungendo che Washington "si oppone alle rivendicazioni illegali di Pechino sul Mar Cinese Meridionale". Oltre alla Cina, i territori sono rivendicati da Filippine, Vietnam, Brunei, Malesia e Taiwan. Gli Stati Uniti, a loro volta, sfidano Pechino svolgendo missioni di "Libertà di navigazione" nell'area, attività che la Cina ritiene "provocazioni".

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