20:05 14 Agosto 2020
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Dopo il ritiro degli USA, esiste la concreta possibilità che possa scatenarsi un effetto domino capace di condurre alla dissoluzione del Trattato Cieli Aperti.

Il Trattato Cieli Aperti rischia di crollare a causa di un "effetto domino" qualora altri Paesi decidano di seguire l'esempio degli Stati Uniti d'America e ritirarsi dall'accordo sotto pressioni da parte di Washington.

Ad affermarlo è il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov, in una dichiarazione rilasciata nella giornata odierna.

"Non vorrei che il Trattato (Cieli Aperti, ndr) andasse in pezzi. Siamo consci del fatto che un effetto domino sia possibile e che i Paesi che supportano in maniera più zelante gli USA su diverse questioni potrebbero considerare una tale possibilità sotto pressione di Washington. Non vorremmo che ciò accadesse, perché l'accordo allora andrebbe inevitabilmente verso la dissoluzione", ha spiegato Ryabkov.

Gli Usa escono dal Trattato Cieli Aperti

Giovedì 21 maggio il presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro degli USA dal Trattato Cieli Aperti. 

L'inquilino della Casa Bianca ha puntato il dito contro la Russia, accusando Mosca di non rispettare gli obblighi del Trattato sui Cieli Aperti che consentono sorvoli di monitoraggio sui Paesi firmatari.

La Russia ha respinto le accuse e ha annunciato che invece non si ritirerà dall'accordo e intende conformarsi a tutte le clausole del Trattato sui Cieli Aperti finché questo sarà in vigore, ha dichiarato il viceministro degli Esteri Alexander Grushko ai media russi.

L'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza della Ue, Joseph Borrell, in una nota ufficiale ha espresso il suo rammarico per la decisione degli Usa di recedere  dal Trattato sui cieli aperti, "un elemento chiave della nostra architettura di controllo degli armamenti" e "misura vitale per la fiducia e il rafforzamento della sicurezza".

Il Trattato sui cieli aperti è stato firmato nel 1992 ed è diventato una delle misure di rafforzamento della fiducia in Europa dopo la guerra fredda. Il documento è in vigore dal 2002 e consente ai paesi partecipanti di raccogliere apertamente informazioni sulle reciproche forze e attività armate. E’ stato sottoscritto da 34 Stati compresa l’Italia.
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