10:26 05 Agosto 2020
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Un nuovo rapporto pubblicato dal New York Times fa crescere ancora più dubbi circa l'attendibilità delle accuse nei confronti di Mosca su un presunto complotto con i Talebani in Afghanistan.

Il New York Times ha reso pubblico un rapporto del National Intelligence Council, nel quale viene affermato che il governo americano non possiede alcuna  prova diretta di una collusione tra la Russia e i Talebani per il caso delle presunte taglie pagate da Mosca per uccidere agenti occidentali in Afghanistan.

Il quotidiano newyorchese, che  ha definito "mediamente sicuro" il fatto che Mosca abbia effettivamente finanziato i Talebani per l'uccisione di soldati americani in Afghanistan, è stato però smentito da diverse altre agenzie, le quali hanno espresso la propria incertezza e hanno spiegato di non essere al momento attuale in possesso di "informazioni che supportano tali conclusioni".

Il rapporto pubblicato sembra così andare a smontare definitivamente le accuse lanciate dallo stesso New York Times, dal momento che la stessa DIA, in seguito agli interrogatori di uno dei leader del movimento Talebano coinvolto negli attacchi, ha confermato di non essere in possesso di informazioni "che connettano direttamente le operazioni sospettate al Cremlino".

Inoltre, non è stato possibile confermare neanche un'origine del denaro che sarebbe stato "sequestrato durante un raid in uno dei compound" dei Talebani che potesse far presupporre il pagamento di un qualsivoglia tipo di taglia.

L'articolo del NYT

Poco più di una settimana fa il New York Times ha pubblicato un articolo in cui citava fonti governative senza nome in cui si affermava che al presidente degli Stati Uniti Donald Trump era stato presentato un rapporto dell'intelligence che affermava che Mosca pagava generosamente i ribelli islamici in Afghanistan per assassinare i soldati statunitensi.

A febbraio, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato un accordo di pace che ha concluso le discussioni volte a lanciare il processo di riconciliazione in Afghanistan dopo quasi due decenni di conflitto armato.

La scorsa settimana, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l'Afghanistan Zalmay Khalilzad ha affermato che i colloqui intra-afghani sono più vicini che mai dopo che Kabul e i talebani hanno realizzato un significativo scambio di prigionieri.

La smentita di Mosca, di Trump degli stessi talebani

"Abbiamo prestato attenzione a un'altra bufala, rilasciata nello spazio mediatico dall'intelligence degli Stati Uniti circa il presunto coinvolgimento dello spionaggio militare russo nelle uccisioni di soldati statunitensi in Afghanistan. Questa storia illustra in modo vivido le basse capacità intellettuali del personale di propaganda dell'intelligence statunitense, che invece d'inventare qualcosa di più elaborato tira fuori una tale assurdità", ha detto ai giornalisti sabato il ​​rappresentante del ministero degli Esteri russo, aggiungendo che "dall'altra parte, cos'altro ci si può aspettare dall'intelligence che ha miseramente fallito in 20 anni di guerra in Afghanistan".

Secondo il portavoce talebano Zabihullah Mujahid, tutte le armi e i mezzi usati dal movimento erano già presenti nel paese o presi dall’opposizione. Il portavoce ha sottolineato che le attività dei talebani non sono correlate a nessun organo di intelligence o paese straniero.

Mujahid ha dichiarato che i talebani sono impegnati nell’accordo con gli USA, affermando che la sua attuazione avrebbe garantito pace e stabilità in Afghanistan.

A sua volta il presidente americano Donald Trump, riferendosi proprio al reportage del New York Times circa il presunto complotto della Russia con i Talebani in Afghanistan, ha messo in dubbio l'esistenza della fonte del quotidiano newyorchese.



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