19:11 29 Novembre 2020
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Non aver compreso le responsabilità della sua posizione è stato un errore decisivo. Il presidente della Duma punta il dito sull'ex leader, Michail Gorbachev, per la caduta dell'Unione Sovietica.

L'esperienza sovietica si concluse il 26 dicembre 1991, dopo anni di crisi dell'intero blocco orientale. Il presidente della Duma Statale (Camera bassa) della Russia, Vyacheslav Volodin, non ha dubbi: la causa del collasso fu la conduzione dell'ex capo di Stato, Michail Gorbachev, che non arrivò a comprendere le responsabilità del suo ruolo.

"Ricordiamo cosa è successo negli anni '90 e '80. Avevamo un grande paese, l'Unione Sovietica. È scomparso perché Mikhail Gorbachev era al vertice. E poiché (...) non è riuscito a comprendere le dimensioni della sua responsabilità, il paese è scomparso ", ha detto il presidente del parlamento russo.

Dopo anni estremamente difficili, grazie alla capacità di Vladimir Putin di "unire il Paese, porre fine alla guerra [in Cecenia] e risolvere i problemi economici", la Russia ha superato con successo molti ostacoli, spiega Volodin. 

Questo contesto, aggiunge il presidente della Duma, si è prodotta la vittoria delle modifiche alla Costituzione. Dopo il rinvio delle consultazioni del 22 aprile, dovuto all'epidemia da coronavirus, si sono tenute tra il 25 giugno e il primo luglio l'appuntamento alle urne, il cui esito ha dato il 77,92% dei voti a favore degli emendamenti e il 21,27 dei voti contrari, con una partecipazione del 67,97% degli elettori.

Tags:
Mikhail Gorbachev, Vladimir Putin, Vyacheslav Volodin, URSS, Russia
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