09:45 03 Dicembre 2020
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Dopo il crollo dei prezzi a maggio, sotto la pressione verso il basso esercitata dall'incertezza dovuta alla pandemia di Covid-19, la Fao prevede un'espansione della produzione di cereali.

Per la prima volta dall'inizio dell'anno è aumentato nel mese di giugno il prezzo globale degli alimenti, spinto da un aumento delle quotazioni di olio vegetale, zucchero e latticini. Lo ha comunicato la FAO. 

L'indice dei prezzi degli alimenti della FAO ha raggiunto una media di 93,2 punti in giugno, con un incremento di 2,4% rispetto al mese precedente, dovuto alla spinta delle quotazioni di olio vegetale, zucchero e latticini. 

L'indice dei prezzi di olio vegetale della FAO, in giugno ha ottenuto un incremento dell'11,3%, dopo la tendenza al ribasso mantenuta nei quattro mesi precedenti. La crescita è trainata dalla domanda di olio di palma in seguito alla ripresa del commercio globale e delle importazioni. 

Similmente, in giugno, gli indici dei prezzi dello zucchero e dei latticini della FAO  sono aumentati rispettivamente del 10,6% e del 4% rispetto al mese precedente.  

Restano invece bassi i prezzi di carni e cereali per via dell'incertezza sui mercati, dovuta alla pandemia di Covid-19. Nel mese di giugno la FAO ha registrato una diminuzione dell'indice dei prezzi di carne e cereali dello 0,6 rispetto a maggio. 

Tuttavia le stime della FAO danno in crescita lo stock di cereali, che entro la fine del 2020 dovrebbe raggiungere il nuovo record di 2.790 milioni di tonnellate, 9.3 milioni in più rispetto alla previsione di maggio, trascinata dall'incremento atteso della domanda. 

 

 

Tags:
generi alimentari, prezzi, FAO
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