20:56 12 Luglio 2020
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Il tycoon ha messo in discussione l'affidabilità delle fonti segrete in base alle quali il NYT ha pubblicato il proprio reportage.

Il presidente americano Donald Trump è andato nuovamente all'attacco del New York Times, definendo poco probabile l'esistenza della fonte che avrebbe passato le informazioni sul presunto "complotto russo in Afghanistan contro le truppe USA".

"La fonte segreta probabilmente neanche esiste, così come la storia in sé. Se il discreditato @nytimes ha una fonte, che la riveli. E' solo un'altra FARSA!, ha scritto Trump sulla propria pagina Twitter riferendosi alle 'fonti anonime' sulle quali il New York Times avrebbe basato il proprio reportage.

I commenti del capo di stato USA hanno fatto seguito alle rivendicazioni da parte del quotidiano americano, che nella giornata di ieri ha citato "tre funzionari a conoscenza della questione", i quali avrebbero riferito di presunti trasferimenti finanziari da parte dell'intelligence militare russa su dei conti bancari legati ai talebani.

In precedenza Trump si era già scagliato contro il New York Times, spiegando che nessuno nella sua amministrazione aveva mai ricevuto rapporti in merito ad un presunto coinvolgimento della Russia in un attacco alle truppe statunitensi in Afghanistan. 

L'articolo del NYT

Venerdì, il New York Times ha pubblicato un articolo in cui citava fonti governative senza nome in cui si affermava che al presidente degli Stati Uniti Donald Trump era stato presentato un rapporto dell'intelligence che affermava che Mosca pagava generosamente i ribelli islamici in Afghanistan per assassinare i soldati statunitensi.

A febbraio, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato un accordo di pace che ha concluso le discussioni volte a lanciare il processo di riconciliazione in Afghanistan dopo quasi due decenni di conflitto armato.

La scorsa settimana, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l'Afghanistan Zalmay Khalilzad ha affermato che i colloqui intra-afghani sono più vicini che mai dopo che Kabul e i talebani hanno realizzato un significativo scambio di prigionieri.

La smentita di Mosca e degli stessi talebani

"Abbiamo prestato attenzione a un'altra bufala, rilasciata nello spazio mediatico dall'intelligence degli Stati Uniti circa il presunto coinvolgimento dello spionaggio militare russo nelle uccisioni di soldati statunitensi in Afghanistan. Questa storia illustra in modo vivido le basse capacità intellettuali del personale di propaganda dell'intelligence statunitense, che invece d'inventare qualcosa di più elaborato tira fuori una tale assurdità", ha detto ai giornalisti sabato il ​​rappresentante del ministero degli Esteri russo, aggiungendo che "dall'altra parte, cos'altro ci si può aspettare dall'intelligence che ha miseramente fallito in 20 anni di guerra in Afghanistan".

Secondo il diplomatico, è diventato un fatto comunemente noto che l'intelligence americana ha messo in piedi un'intera rete di fonti di reddito alternative durante la campagna in Afghanistan, tra cui il traffico di droga, estorsioni ai guerriglieri per il passaggio di veicoli e i tangenti sui contratti militari pagati con i soldi dei contribuenti statunitensi.

Secondo il portavoce talebano Zabihullah Mujahid, tutte le armi e i mezzi usati dal movimento erano già presenti nel paese o presi dall’opposizione. Il portavoce ha sottolineato che le attività dei talebani non sono correlate a nessun organo di intelligence o paese straniero.

Mujahid ha dichiarato che i talebani sono impegnati nell’accordo con gli USA, affermando che la sua attuazione avrebbe garantito pace e stabilità in Afghanistan.

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