18:34 21 Ottobre 2020
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In una lettera aperta indirizzata a Netanyahu, il premier britannico ha chiesto a Israele di fermare l'annessione unilaterale dei territori della West Bank.

Da Londra arriva il semaforo rosso alla modifica dei confini israeliani. Con una mossa a sorpresa, il premier britannico Boris Johnson interviene nel contestato processo di annessione di una parte della West Bank a Israele, voluto dal primo ministro Netanhyau e sancito nel cosiddetto "Accordo del secolo", concluso da Donald Trump. 

"Da vecchio amico, ammiratore e sostenitore" di Israele, "è con tristezza che ho seguito le proposte di annessione del territorio palestinese", scrive il primo ministro britannico nella sua lettera, pubblicata sul quotidiano israeliano Yediot Ahronot . 

"Temo che queste proposte falliranno nel loro obiettivo di proteggere i confini di Israele e saranno contrarie agli interessi a lungo termine di Israele", precisa Johnson, preoccupato del fatto che "l'annessione metterebbe a repentaglio i progressi compiuti da Israele nel migliorare le relazioni con il mondo arabo e musulmano".

"Non sono mai stato più convinto che gli interessi di Israele si sovrappongano a quelli dei nostri più stretti partner nel mondo arabo, compresa la potenziale cooperazione in materia di sicurezza contro le minacce condivise", precisa.

In questo senso l'annessione, secondo Johnson, "rappresenterebbe una violazione delle leggi internazionali". "Come molti israeliani, sono frustrato dal fatto che le discussioni di pace siano fallite" e "spero profondamente che l'annessione non vada avanti. In tal caso, il Regno Unito non riconoscerà alcuna modifica alle linee del 1967, ad eccezione di quelle concordate tra le parti", sentenzia il primo ministro britannico. 

L'annessione della Cisgiordania

Slitta all'ultimo momento la discussione alla Knesset sull'annessione di alcuni territori della Cisgiordania allo stato di Israele. Resta prorogata al termine indefinito dei "prossimi giorni", la seduta in cui si dovrà decidere sulla questione spinosa, che ha già raccolto il secco no dell'Anp.

La comunità palestinese che ha organizzato per mercoledì primo luglio la Giornata della Collera, per protestare contro i piani di annessione, presenti nel piano di pace presentato a fine di gennaio, dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il cosiddetto "accordo del secolo". 

Questo piano offre a Israele la possibilità di annettere circa il 30 per cento della Cisgiordania e di estendere la sua sovranità alla Valle del Giordano, riconoscendo Gerusalemme come capitale unica e indivisibile.

Per la Palestina, "l'accordo del secolo" prevede la creazione di uno stato smilitarizzato, privo di controllo sui suoi confini e sullo spazio aereo. La capitale della Palestina in questo caso potrebbe essere il villaggio di Abu Dis nella periferia est di Gerusalemme.

L'Autorità palestinese, da parte sua, in seguito al piano di annessione, ha dichiarato il recesso da tutti gli accordi con Israele e gli Stati Uniti.

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Boris Johnson, Benjamin Netanyahu, Palestina, Israele, Gran Bretagna
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