14:37 27 Ottobre 2020
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La morte di George Floyd (92)
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Oltre a esprimere pentimento su quanto fatto dal suo paese in passato, il re ha espresso la necessità di combattere ogni forma di razzismo.

La morte di George Floyd non ha dato origine solo a proteste, ormai divenute globali, sul razzismo presente nelle nostre società.

Il movimento Black Lives Matter si è scatenato anche contro i simboli dell'antica oppressione, scagliandosi contro le statue erette per personalità che la rappresentano.

Ciò ha portato diversi paesi a fare maggiormente i conti col proprio passato coloniale, come è in parte accaduto in Italia per la vicenda del "matrimonio" di Indro Montanelli durante la guerra in Eritrea.

Per la prima volta in Belgio il Re Philippe ha espresso "profondi pentimenti" per quanto fatto in passato dal suo paese all'attuale Repubblica Democratica del Congo, conosciuta appunto in passato anche come Congo belga.

"Voglio esprimere i miei più profondi rimpianti per queste ferite del passato il cui dolore è risvegliato oggi dalla discriminazione ancora presente nelle nostre società", ha detto martedì Philippe in una lettera al presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, in occasione del 60° anniversario dell'indipendenza del Paese.

Gli storici odierni affermano infatti che milioni di africani provenienti da zone dell'odierna Repubblica Democratica del Congo sono stati uccisi, mutilati o morti per malattia mentre lavoravano nelle piantagioni di gomma appartenenti al Re Leopoldo II.

Il paese è stato infatti per molti anni un dominio privato del re, che lo ha gestito con assoluta brutalità e assenza di ogni forma di considerazione per la vita dei nativi. 

IL Re Philippe non ha fatto menzione diretta dell'illustre antenato ma il riferimento è piuttosto chiaro. 

L'attuale sovrano ha affermato senza mezzi termini che "sono stati commessi atti di violenza e crudeltà che pesano sulla nostra memoria collettiva" e che il dominio coloniale belga "ha causato anche sofferenze e umiliazioni". 

Questo il suo contributo alla riflessione sulla brutta pagina del passato già avviata dal parlamento, a cui aggiunto la necessità di combattere il razzismo che ancora alberga nelle nostre società.

Diverse statue di Leopoldo II, che ha regnato tra il 1865 e il 1909, sono state imbrattate di vernice o demolite dai manifestanti in Belgio nelle ultime settimane e una petizione è stata lanciata per la loro rimozione.

Alcune istituzioni hanno inoltre preventivamente rimosso suoi busti o statue per prevenirne l'aggressione e non alimentare ulteriormente la rabbia popolare. 

 

 

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