19:42 12 Luglio 2020
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Gli eredi di Sir Arthur Conan Doyle, ideatore del personaggio di Sherlock Holmes e autore dei romanzi a lui dedicati, citano il colosso dell'intrattenimento online per aver plagiato gli ultimi libri scritti dall'illustre antenato.

Il film "Enola Holmes", dedicato alla sorella del più celebre investigatore della storia della letteratura, è al centro di polemiche prima della sua uscita, prevista per il settembre di quest'anno su Netflix. 

Gli eredi di Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930) hanno infatti citato per violazione di copyright non solo il colosso dell'intrattenimento in streaming ma anche il regista Harry Bradbeer, lo sceneggiatore Jack Thorne, l'intera produzione e l'autrice dei romanzi da cui è tratto il film, Nancy Springer, oltre alla casa editrice Penguin Random House.

Secondo la causa, presentata il 24 giugno, gli eredi di Conan Doyle denunciano il fatto che i romanzi e il film siano frutto del plagio dei racconti da lui scritti tra il 1923 e il 1927, ancora soggetti al diritto d'autore.

Questi racconti ci presentano uno Shelock Holmes più fragile e sono frutto della disperazione di Conan Doyle in seguito alla perdita del figlio, ucciso nella Prima guerra mondiale. 

La loro componente di emotività sarebbe alla base delle atmosfere di "Enola Holmes", che vede come protagonista Millie Bobby Brown, giunta alla notorietà grazie alla sua interpretazione in un'altra opera di Netflix, l'acclamatissima serie "Stranger Things". 

A impersonare il suo celebre fratello invece è Henry Cavill, interprete di Superman sul grande schermo e sul piccolo del personaggio di Geralt di Rivia nella serie "The Witcher", ancora di Netflix.

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