21:24 29 Settembre 2020
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La morte di George Floyd (92)
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L'ex boss della Formula 1 Bernie Ecclestone difende una sua dichiarazione di venerdì sera su CNN Sport, in cui ha affermato che, a suo avviso, in molti casi "i neri sono più razzisti dei bianchi".

L'ex amministratore delegato del Gruppo di Formula 1 Bernie Ecclestone si è difeso dalle accuse verso alcune sue precedenti dichiarazioni considerate "razziste", insistendo sul fatto che non gli importa se qualcuno è "giallo, verde, marrone o rosa" in'un intervista rilasciata al quotidiano Daily Mail per la rubrica "Mail on Sunday". 

L'ex capo della Formula 1, 89 anni, si è si è ritrovato in mano una patata bollente dopo un'intervista televisiva per CNN Sport il 26 giugno.

In riferimento alle proteste del movimento Black Lives Matter (BLM), che stanno sconvolgendo gli Stati Uniti e molti altri paesi in seguito all'uccisione dell'afro-americano George Floyd da parte di un agente di polizia, Ecclestone aveva affermato che "i neri sono più razzisti dei bianchi".

Quando è stato ulteriormente interrogato dalla CNN in merito alla dichiarazione, Ecclestone ha risposto che non aveva prove a sostegno della sua convinzione, ma che l'aveva "notato" nel corso degli anni.

Ha anche aggiunto di essere "sorpreso" che il pilota britannico di Formula 1 e sostenitore del movimento Black Lives Matter Lewis Hamilton sia stato turbato dopo essere stato schernito all'inizio della sua carriera da dei "fan" con il volto truccato di nero.

Proprio per combattere il razzismo nel motorsport Hamilton ha inoltre dato vita al progetto The Hamilton Commission

Per quanto riguarda il pilota britannico e il suo coinvolgimento nelle proteste, Ecclestone ha osservato:

"Sono sorpreso che la cosa lo riguardi".

A proposito del suo appoggio al movimento, Hamilton ha preso parte alla manifestazione londinese della scorsa domenica, esperienza immortalata in un tweet.

"​Sono stato a Hyde Park oggi per la protesta pacifica ed ero così orgoglioso di vedere coi miei occhi così tante persone di tutte le razze e provenienze che supportavano questo movimento. Era davvero commovente. Sono estremamente convinto che il cambiamento arriverà, ma non possiamo fermarci ora", si legge nel tweet.

Non sono contro i neri

Respingendo le critiche per le sue osservazioni del venerdì, Ecclestone è stato citato da "Mail on Sunday":

“Non sono contro i neri, piuttosto è il contrario. Gli sono sempre stato molto favorevole. In effetti, il padre di Lewis voleva entrare in affari con me. Aveva realizzato dei bei vogatori meccanici. Non lo avrei mai nemmeno preso in considerazione se fossi stato contro i neri... Non è colpa mia se sono bianco o sono un po' più basso del prossimo. Mi chiamavano nanerottolo a scuola e allora mi sono reso conto che dovevo fare qualcosa al riguardo. Nello stesso modo i neri dovrebbero prendersi cura di se stessi".

Commentando le manifestazioni in corso per protestare contro il razzismo sistemico e la brutalità della polizia contro gli afroamericani, Ecclestone ha affermato che la maggior parte delle persone che li frequentano "probabilmente non sa contro cosa stia protestando".

Riguardo la rimozione di una serie di statue di controverse figure storiche, Ecclestone ha bollato l'iniziativa come "stupida", aggiungendo che invece agli studenti le statue dovrebbero essere mostrate per capire le imperfezioni della storia.

"Incolto ed ignorante"

Intanto Lewis Hamilton ha condannato le osservazioni di Ecclestone in una serie di post su Instagram, deplorando i suoi commenti che "ci mostrano quanto dobbiamo andare avanti come società prima che la vera uguaglianza possa realizzarsi". 

In precedenza, in un'intervista per il Times, il sei volte campione del mondo di Formula 1 aveva rivelato di essere stato oggetto di abusi razziali e accusato di "non essere abbastanza britannico" all'inizio della sua carriera dai "fan" che lo avevano schernito con i volti pitturati di nero durante un incidente in Spagna nel 2008.

Il trentacinquenne pilota ha accusato la società britannica di essere piena di "pregiudizi impliciti".

"Per me e tanti altri in tutto il mondo, vedere l'omicidio di George Floyd ha scatenato un senso di profondo dolore, angoscia e frustrazione", ha detto l'unico pilota di colore del circuito, attualmente in forza al team Mercedes AMG Petronas.

Puntuali su Twitter i messaggi dei tifosi italiani di Hamilton a difesa del loro beniamino.

In questo si fa riferimento anche a un processo per corruzione affrontato nel 2004 da Ecclestone.

​C'è che invece propone uno scambio ironico: il supporto a nobili cause in cambio della vittoria nel mondiale di Formula 1.

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