11:06 01 Ottobre 2020
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Un rapporto del New York Times ha affermato, citando funzionari dell'intelligence, che Trump sapeva da mesi ma ignorava che la Russia aveva offerto premi in denaro ai militanti afgani per l'uccisione delle truppe statunitensi. Sia la Russia che i talebani hanno negato l'affermazione, nonché la Casa Bianca.

Joe Biden ha attaccato Donald Trump su un rapporto secondo cui il presidente degli Stati Uniti non avrebbe agito alle "conclusioni" fatte dall'intelligence su un presunto complotto russo contro le truppe statunitensi in Afghanistan.

"La rivelazione veramente scioccante, se il rapporto del Times è vero... è che il presidente Trump, il comandante in capo delle truppe americane che prestano servizio in un pericoloso teatro di guerra, lo sa da mesi, secondo il Times, e non ha fatto niente", ha detto Biden sabato.

Il candidato democratico, che è stato uno di quei senatori che autorizzarono Bush a invadere l'Iraq, ha definito il rapporto un "tradimento del più sacro dovere che assumiamo come nazione: proteggere e equipaggiare le nostre truppe quando le mandiamo in pericolo".

Biden ha aggiunto di essere "francamente indignato" dal rapporto, promettendo di affrontare la Russia e di "imporre costi seri" al paese se verrà eletto.

L'articolo del NYT

Venerdì, il New York Times ha pubblicato un articolo in cui citava fonti governative senza nome in cui si affermava che al presidente degli Stati Uniti Donald Trump era stato presentato un rapporto dell'intelligence che affermava che Mosca pagava generosamente i ribelli islamici in Afghanistan per assassinare i soldati statunitensi.

A febbraio, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato un accordo di pace che ha concluso le discussioni volte a lanciare il processo di riconciliazione in Afghanistan dopo quasi due decenni di conflitto armato.

La scorsa settimana, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l'Afghanistan Zalmay Khalilzad ha affermato che i colloqui intra-afghani sono più vicini che mai dopo che Kabul e i talebani hanno realizzato un significativo scambio di prigionieri.

La smentita di Mosca e degli stessi talebani

"Abbiamo prestato attenzione a un'altra bufala, rilasciata nello spazio mediatico dall'intelligence degli Stati Uniti circa il presunto coinvolgimento dello spionaggio militare russo nelle uccisioni di soldati statunitensi in Afghanistan. Questa storia illustra in modo vivido le basse capacità intellettuali del personale di propaganda dell'intelligence statunitense, che invece d'inventare qualcosa di più elaborato tira fuori una tale assurdità", ha detto ai giornalisti sabato il ​​rappresentante del ministero degli Esteri russo, aggiungendo che "dall'altra parte, cos'altro ci si può aspettare dall'intelligence che ha miseramente fallito in 20 anni di guerra in Afghanistan".

Secondo il diplomatico, è diventato un fatto comunemente noto che l'intelligence americana ha messo in piedi un'intera rete di fonti di reddito alternative durante la campagna in Afghanistan, tra cui il traffico di droga, estorsioni ai guerriglieri per il passaggio di veicoli e i tangenti sui contratti militari pagati con i soldi dei contribuenti statunitensi.

Secondo il portavoce talebano Zabihullah Mujahid, tutte le armi e i mezzi usati dal movimento erano già presenti nel paese o presi dall’opposizione. Il portavoce ha sottolineato che le attività dei talebani non sono correlate a nessun organo di intelligence o paese straniero.

Mujahid ha dichiarato che i talebani sono impegnati nell’accordo con gli USA, affermando che la sua attuazione avrebbe garantito pace e stabilità in Afghanistan.

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