10:51 15 Luglio 2020
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Coronavirus: superati gli 8 milioni casi nel mondo (22 giugno - 14 luglio) (65)
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Secondo un questionario somministrato a oltre 2300 medici di tutto il mondo che lottano contro il coronavirus, il 75% di chi ne è colpito presenta danni neurologici. Tra i più comuni mal di testa e perdita dell’olfatto. Rilevati anche compromissione della coscienza, ictus ed encefalopatie.

Non sono solo i polmoni e le vie respiratorie a essere colpiti dal coronavirus.

Questo è quello che emerge dallo studio di un team di ricerca internazionale operante sotto l'egida della "Task Force COVID-19" dell'EAN (Accademia Europea di Neurologia).

Guidato da scienziati italiani della Clinica Neurologica III dell’Ospedale San Paolo – ASST Santi Paolo e Carlo e del Centro di ricerca “Aldo Ravelli” dell’Università Statale di Milano, lo studio ha coinvolto tra gli altri altri istituti come l'Università delle Alpi di Grenoble (Francia), l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano, l'Università di Berna (Svizzera), l'Università di Selcuk (Turchia) e l'Università di Liverpool (Regno Unito).

La ricerca è stata condotta attraverso un questionario di 17 domande sottoposto a medici di tutto il mondo in prima linea nella lotta al virus, l'82% dei quali specializzato in neurologia, a cui hanno risposto in 2.343 sui 4.199 contattati (dati raccolti dal 9 al 27 aprile).

Dalle risposte è emerso che quasi i ¾ dei pazienti hanno manifestato sintomi neurologici.

Il mal di testa è stato riscontrato dal 61,9 percento dei casi; la mialgia (dolori muscolari) dal 50,4 per cento; l'anosmia (perdita dell'olfatto) dal 49,2%; l'ageusia (perdita del gusto) dal 39,8 percento; la compromissione della coscienza dal 29,3 percento; l'agitazione psicomotoria dal 26,7 percento; l'encefalopatia e disturbi cerebrovascolari acuti – come gli ictus – dal 21 percento.

Ictus che, secondo uno studio condotto da specialisti del Mount Sinai Beth Israel Hospital di Manhattan (New York), possono colpire anche i pazienti giovani con coronavirus.

I pazienti osservati si trovavano a stadi diversi della patologia e pure in quelli guariti si sono riscontrate alterazioni neurologiche che fanno temere complicanze anche tardive in questo ambito.

Alberto Priori, direttore della Clinica Neurologica III dell’Ospedale San Paolo e Professore del dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Milano, fra gli autori dello studio, ha dichiarato in un comunicato in occasione della pubblicazione della ricerca sulla rivista "European Journal of Neurology": "L’importanza dello studio è che a livello europeo si è dimostrato che i sintomi neurologici sono frequentemente riscontrabili".

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Coronavirus: superati gli 8 milioni casi nel mondo (22 giugno - 14 luglio) (65)
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