10:33 29 Ottobre 2020
Mondo
URL abbreviato
204
Seguici su

La scelta di dare la grazia a 530 detenuti da parte del governo egiziano per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, sollecita il governo Conte affinché chieda la grazia per i prigionieri di coscienza.

Per fronteggiare l'emergenza coronavirus e decongestionare le affollate carceri egiziane, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha annunciato la grazia per 530 detenuti.

Amnesty International Italia ritiene che questa circostanza sia favorevole alla richiesta del rilascio non solo di prigionieri ordinari ma anche di quelli che si trovano dietro le sbarre per reati di coscienza e pensiero.

Con un tweet il portavoce dell'organizzazione, Riccardo Noury, si è rivolto direttamente al premier Giuseppe Conte e al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio affinché facciano pressione sul governo egiziano.

"Questa è un'opportunità unica per chiedere che in questo provvedimento rientrino persone che in carcere mai avrebbero dovuto entrarci. Penso ad Alaa Abdel Fattah, icona della rivoluzione del 2011; penso all'avvocata Mahienour el-Masry; a Sanaa Seif, la sorella minore di Alaa Abdel Fattah. Naturalmente penso a Patrick Zaky che di un provvedimento del genere sarebbe il primo a dover beneficiare proprio in ragione delle sue condizioni di salute", ha dichiarato Nouri all'ANSA. 

Anche Francesco Ubertini, rettore dell'Università di Bologna dove stava studiando Zaky ha fatto appello al governo italiano, alla commissione europea e a tutte le università del mondo affinché levino le loro voci nei confronti del governo egiziano: "È l'occasione per mettere fine a questa assurda vicenda e poter restituire Patrick alla sua vita e ai suoi studi".

Chi è Patrick Zaky

Patrick George Zaky è uno studente egiziano di 29 anni dell'Università di Bologna. Giunto nel suo paese per una breve vacanza tra il 7 e l'8 febbraio, vi è stato arrestato con accuse che annoverano anche la propaganda sovversiva su Facebook.

Da allora la sua custodia cautelare è stata rinnovata diverse volte, di 15 giorni in 15 giorni. La sua famiglia non lo vede da inizio marzo e in passato ha denunciato torture ai suoi danni

Le torture sarebbero state svolte anche allo scopo di estorcere al ricercatore confessioni sul suo rapporto con l'Italia e Giulio Regeni. Diverse udienze si sono svolte senza la presenza di Zaky né dei suoi legali. 

Attualmente lo studente è detenuto nel complesso carcerario di Tora al Cairo, dove secondo alcuni attivisti sarebbero stati accertati casi di Covid-19. Zaky, essendo un soggetto asmatico, sarebbe quindi particolarmente a rischio. 

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook