14:01 30 Ottobre 2020
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La morte di George Floyd (92)
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Parecchie multinazionali, come Unilever, Levi e Hershey, hanno deciso di ridurre o sospendere totalmente la pubblicità, nel tentativo di spingere i social network come Facebook a rivedere le proprie politiche sui contenuti di odio.

L'amministratore delegato della Coca-Cola James Quincey ha annunciato venerdì che la società sospende la sua pubblicità su tutte le piattaforme di social network per 30 giorni nel tentativo di rivedere la strategia di lungo termine a seguito delle critiche sulla gestione dei contenuti razzisti da parte delle aziende tecnologiche sui loro account aziendali.

"Non c'è posto per il razzismo nel mondo e non c'è posto per il razzismo sui social media", ha detto in una nota, aggiungendo che ci vorrà del tempo "per rivalutare le nostre politiche pubblicitarie per determinare se sono necessarie revisioni".

Ha sottolineato separatamente alcune aspettative della sua società in merito alla maggiore responsabilità e trasparenza da parte dei partner dei social media.

Non è immediatamente chiaro se l'annuncio significhi che la Coca-Cola si unirà all'onnipresente boicottaggio dei social media, principalmente di Facebook, innescato dalle proteste violente dopo la morte di George Floyd.

Un numero crescente di aziende ha invitato gli inserzionisti di Facebook a congelare la spesa pubblicitaria sulla piattaforma. Unilever, la compagnia proprietaria dei marchi Dove, Ben & Jerry e Hellmann, è tra quelle che hanno annunciato venerdì che cesserà la pubblicità su Facebook, Instagram e Twitter negli Stati Uniti almeno fino al 31 dicembre. Altri, come Levi, Docker, Hershey, ecc., hanno affermato che avrebbero adottato limitazioni parziali nella pubblicità su Facebook.

In questa maniera si vorrebbe fare pressione sui giganti come Facebook ad adottare politiche più severe in materia "d'incitamento all'odio e disinformazione".

Facebook ha risposto alle iniziative dopo settimane di critiche riconoscendo apparentemente le motivazioni delle aziende, annunciando l'altro giorno che avrebbe etichettato ma avrebbe lasciato i post considerati "degni di nota" che sono considerati una violazione delle politiche dell'azienda.

"Presto inizieremo a etichettare alcuni dei contenuti che lasciamo perché ritenuti degni di nota, così la gente può sapere", ha scritto il CEO Mark Zuckerberg in un post su Facebook.

Ha promesso di consentire agli utenti di condividere questo contenuto "per condannarlo, proprio come facciamo con altri contenuti problematici, perché questa è una parte importante di come discutiamo ciò che è accettabile nella nostra società".

Tuttavia, come ha affermato, l'aggiunta di istruzioni speciali avviserebbe direttamente le persone che il contenuto che stanno scegliendo di condividere potrebbe violare le politiche di Facebook.

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