10:24 29 Ottobre 2020
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Ieri sera Di Maio ha parlato in conferenza stampa dopo essere rientrato da un viaggio istituzionale in Libia.

Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, di ritorno dal suo viaggio istituzionale a Tripoli, ha confermato di aver ricevuto dal presidente del Governo di Accordo Nazionale il nuovo memorandum migratorio, riferendo che questo va nella direzione giusta.

"Il presidente Serraj mi ha consegnato la proposta libica di modifica del memorandum of understanding in materia migratoria. Ad una prima lettura si va in una giusta direzione, con la volontà della Libia di applicare i diritti umani", sono state le parole di Di Maio.

L'ex leader pentastellato ha quindi confermato che "il 2 luglio sarà la data per l'avvio dei negoziati sulla modifica del memorandum" e ha poi aggiunto che sarà ancora necessario approfondire la proposta libica di modifica del documento.

"Il viaggio in Libia di oggi è stato fondamentale per riannodare le fila di un dialogo mai interrotto, anche nelle fasi più drammatiche del Covid-19. La mia visita è in una cornice di massima condivisione europea, la Libia è una priorità per la nostra politica estera e per la sicurezza nazionale. Siamo determinati a difendere i nostri interessi geostrategici, che coincidono con quelli dello stremato popolo libico. Abbiamo fatto presente al presidente Serraj che il rischio di combattimenti e vittime per liberare Sirte va evitato. E' essenziale evitare il congelamento del conflitto", sono state le parole di Di Maio.

In conclusione il ministro degli Esteri ha ribadito l'inaccettabilità per l'Italia di una divisione della Libia, circostanza quest'ultima che è stata definita l'anticamera di nuovi conflitti.

La guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio del leader libico Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha praticamente smesso di funzionare come un singolo stato. Ora nel paese ci sono due governi: il parlamento eletto dal popolo si trova a est e a ovest, nella capitale Tripoli, il Governo di Accordo Nazionale, formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell'Unione europea.

Le autorità della parte orientale del paese operano indipendentemente da Tripoli e cooperano con l'esercito del maresciallo Khalifa Haftar.

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