01:16 17 Gennaio 2021
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Corone di fiori, rituali col fuoco, bagno nel fiume e danze fino all’alba, è l’antica festa pagana di Ivan Kupala, in cui i popoli slavi scacciano gli spiriti maligni e incontrano l’amore.

E’ la ricorrenza che segna la notte più breve dell’anno, al termine della quale le giornate iniziano nuovamente ad accorciarsi, via via fino all’arrivo di un altro inverno.

Celebrata nella notte tra il 23 e il 24 giugno del calendario gregoriano, nella maggior parte di paesi slavi, si festeggia la notte tra il 6 e il 7 luglio secondo il calendario giuliano.

L’origine di questa festa è incerto. Molto più antica delle tradizioni cristiane, venne poi accettata e assimilata dal cristianesimo pur mantenendo il suo spirito pagano – si associa spesso infatti alla celebrazione di San Giovanni Battista dove appunto Ivan è il nome russo per Giovanni e Kupala, termine slavo che indica il lavarsi in acqua.

Il significato della festa

Il significato originale di questa festa è chiaramente legato ai riti pagani del culto della natura, i cicli della vita, della fertilità e delle stagioni. Ogni simbolismo evocato da questa tradizione ricorda questi elementi:

  • le ghirlande di fiori che indossano le giovani donne sul capo e che i ragazzi devono strappare per poi essere da queste inseguiti in un giocoso rituale amoroso
  • il salto del fuoco in coppia
  • il bagno, magari nudi, nel fiume o nel lago
  • le danze fino all’alba.

 

Questa è la notte ideale per le giovani donne per trovare l’amore, secondo l’antica tradizione, e forse questo il motivo per cui questa festa rimane ancora così in voga tra i giovani di Russia, Ucraina, Bielorussia, ma anche Lituania e Polonia.

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