09:34 03 Dicembre 2020
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Estese di un altro anno le sanzioni anti-russe da parte dell'Unione europea, introdotte per la prima volta nel 2014.

Il Consiglio dell'Unione europea ha appena annunciato l'estensione di un altro anno, fino al 23 giugno 2021, delle sanzioni introdotte nei confronti della Russia.

Nel comunicato rilasciato dall'organismo comunitario vengono specificate le misure restrittive:

  • divieto di importazione nell'Ue di articoli prodotti in Crimea o a Sebastopoli;
  • divieto nei confronti di investimenti infrastrutturali e finanziari e in servizi turistici in Crimea o a Sebastopoli;

I divieti comprendono inoltre:

  • l'export dall'Ue di alcuni prodotti e tecnologie verso compagnie della Crimea e per l'utilizzo in Crimea nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia, oltre che per la ricerca e l'estrazione di risorse petrolifere, di gas e di altre risorse minerali.

La posizione dell'Italia

Nella giornata di ieri il premier Giuseppe Conte si era detto contrario agli automatismi sul rinnovo delle sanzioni Ue alla Federazione Russa e aveva auspicato che ci potessero essere delle discussioni preliminari all'adozione della decisione.

Sanzioni, la cronistoria

Le relazioni tra la Federazione Russa e i Paesi occidentali si sono deteriorate in seguito alla crisi Ucraina del 2014 e alla riunificazione della Crimea alla Russia in seguito al referendum tenutosi nella penisola.

L'Occidente ha accusato la Russia di aver interferito nella situazione e ha introdotto delle sanzioni economiche, alle quali Mosca ha risposto con delle controsanzioni, fra cui l'embargo nel settore agroalimentare, affermando che utilizzare le sanzioni nei rapporti internazionali è assolutamente controproduttivo.

La Russia ha ribadito in diverse occasioni di non considerarsi una delle parti in conflitto in Ucraina e di non essere oggetto degli Accordi di Minsk.

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