02:28 14 Agosto 2020
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Il presidente croato Zoran Milanovic ha rimproverato al Primo Ministro ungherese Viktor Orban di avere rivendicazioni territoriali e di promuovere ambizioni nazionaliste ungheresi all'estero.

Sabato scorso, Orban ha svelato il monumento della Golgota ungherese nella città di Sátoraliaujhei al confine con la Slovacchia in occasione del centenario della firma del Trattato di pace di Trianon alla fine della prima guerra mondiale, secondo cui l'Ungheria ha perso i due terzi del suo territorio. Il monumento raffigura una mappa degli ex territori ungheresi con parti dell'attuale Austria, Slovenia, Slovacchia, Romania, Ucraina e Croazia, circa 12.500 insediamenti. Tra questi c'è il più grande porto marittimo croato, un centro industriale ed economico, la città di Fiume sul mare Adriatico.

"Sappiamo chi è Orban e che cosa rappresenta, non c'è niente di buono in questo. Fortunatamente, non si tratta più di quel paese grande e potente che, francamente, era dalla nostra parte, ma è passato molto tempo e quindi non conta", ha detto il presidente croato alla televisione nazionale.

Secondo lui, da parte di Budapest vengono "costantemente ascoltati lamenti per la perdita di territorio".

"E in Croazia abbiamo persone che pensano che Horvath sia il cognome più comune in Ungheria, quindi Budapest dovrebbe essere una città croata. Ma questo è stupido", ha sottolineato il capo dello stato.

Il comune di Fiume, che oggi ospita circa 200.000 persone di diverse nazionalità, tra cui croati, serbi, sloveni e italiani, secondo l'ultimo censimento del 2001, contava meno dello 0,5 % percento di ungheresi etnici.

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