05:12 24 Ottobre 2020
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Coronavirus: superati i 5 milioni casi nel mondo (21 maggio-22 giugno) (148)
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Per Walter Ricciardi le prime dosi di vaccino potrebbero essere messe a disposizione degli italiani già all'inizio del prossimo inverno.

Se tutto andrà secondo i programmi, il vaccino per il coronavirus dovrebbe essere pronto per l'inverno.

A riferirlo ai microfoni di Agorà su Rai3 è Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica:

"Se le cose vanno bene, in autunno-inverno potremmo avere le prime dosi e quindi anche le dosi per gli italiani", ha spiegato il professore.

Ricciardi ha poi sottolineato come i lavori sul preparato condotti in Europa siano in uno stadio più avanzato rispetto ai corrispettivi americani e ha garantito che il governo e la comunità scientifica dell'Italia faranno di tutto affinché il vaccino venga prodotto in Italia:

"Ci stiamo organizzando affinché in parte sostanziale venga prodotto in Italia. Ci stiamo organizzando per essere tra i paesi leader, devo dire con grande piacere che l'Europa è avanti agli Stati Uniti in questo momento", sono state le sue parole.

Due ipotesi sulla seconda ondata

Per quanto riguarda la possibilità di una seconda ondata epidemica, il consigliere di Roberto Speranza ha chiarito che la scienza suggerisce al momento due possibili ipotesi e che nessuno, a tal proposito, può essere certo al 100%:

"La prima è che il virus sparisca come quelli della Mers e della Sars, tutti quanti pensiamo sia improbabile perché è un virus che si è specializzato per diffondersi. La seconda è che torni insieme al virus dell'influenza e della parainfluenza. In entrambi i casi dobbiamo prepararci per un terremoto e preparare costruzioni antisismiche: poi, se il terremoto non viene, siamo contenti", ha concluso.

La ricerca sul vaccino per il Covid-19

Ad oggi sono oltre 100 i progetti in fase di sviluppo di un vaccino efficace contro il nuovo coronavirus, con alcuni di essi che hanno raggiunto la fase di sperimentazione sull'uomo.

Una buona parte di essi vengono prodotti a partire da un adenovirus a cui è stata fatta esprimere sulla sua superficie la proteina "spike", la struttura che il Sars-Cov-2 utilizza per legarsi alle cellule da infettare e penetrare all'interno.

Tra questi ci sono al vaccino sviluppato in collaborazione tra Irbm e l'Università di Oxford ci sono le sperimentazioni sono condotte dalla Takis e dalla Evivax, due società italiane del settore biotecnologie con sede ai Castelli Romani in provincia di Roma.

I ricercatori delle università Fudan e Jiao Tong di Shanghai hanno sviluppato un vaccino, chiamato ShaCoVacc, capace di innescare nei topi anticorpi neutralizzanti il coronavirus responsabile del Covid-19.

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