05:16 24 Ottobre 2020
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Coronavirus: superati i 5 milioni casi nel mondo (21 maggio-22 giugno) (148)
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La Cina non può dire con certezza che il COVID-19 sia nato all'interno dei suoi confini solo perché ha scoperto la malattia prima del resto del mondo, ha detto l'ambasciatore in Russia Zhang Hanhui mercoledì.

"C'è un focolaio in Cina, ma non possiamo dire che la fonte originale del coronavirus fosse in Cina. L'abbiamo semplicemente rilevata prima degli altri e abbiamo adottato le giuste misure", ha detto l'ambasciatore durante una conferenza stampa presso l'Agenzia d’informazione internazioinale Rossiya Segodnya.

L'ambasciatore in Russia, Zhang Hanhui, ha inoltre rivelato che Pechino sostiene un'indagine indipendente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sull'origine del COVID-19, ma che è contraria al suo utilizzo a scopi politici.

"Siamo contrari a condurre una simile indagine nella modalità di presunzione di colpa", ha affermato l'ambasciatore che pure ha sottolineato come la Cina sia pronta a collaborare con l'OMS e altri paesi.

"È nostro dovere, nostro obbligo. Tuttavia, riteniamo che determinare l’origine del COVID-19 sia una questione scientifica, non politica", ha detto Zhang.

A maggio, oltre 100 paesi dell'Assemblea Mondiale della Sanità, l'organo decisionale dell'OMS, avevano sostenuto una richiesta di indagine sulle origini della malattia da coronavirus, nonostante la precedente opposizione di Pechino.

Il COVID-19 è stato originariamente riportato nella provincia cinese di Hubei, rendendo la Cina il primo paese ad affrontare l'epidemia, che è ancora in corso.

La Cina è stata ripetutamente accusata dagli Stati Uniti di non aver fornito informazioni sull'epidemia durante le sue prime fasi, sostenendo che ciò abbia contribuito a diffondere la malattia. Pechino, da parte sua, ha negato con vigore tali accuse, sostenendo di essere stata pienamente disponibile fin dal primo giorno.

Alla fine di dicembre 2019, le autorità cinesi avevano segnalato un focolaio di polmonite di origine sconosciuta nella città di Wuhan. Successivamente la causa era stata determinata come un nuovo tipo di coronavirus poi nominato dagli specialisti ‘COVID-19’. Finora l'infezione ha ucciso circa 410.000 persone in tutto il mondo.

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Coronavirus: superati i 5 milioni casi nel mondo (21 maggio-22 giugno) (148)
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