04:30 24 Ottobre 2020
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Coronavirus: superati i 5 milioni casi nel mondo (21 maggio-22 giugno) (148)
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Per l'epidemiologo americano la risposta alle nuove infezioni deve essere tempestiva e adeguata per evitare una seconda ondata. Bisognerà attendere almeno sino a fine anno per la distribuzione del vaccino.

"Le future infezioni sono inevitabili". Lo sostiene Antony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, principale consigliere del presidente Trump, in una intervista a La Stampa. 

"Le epidemie Succedono da millenni, continueremo ad averle", spiega. Fauci auspica che la prima ondata sia servita di lezione per imparare a essere pronti, perché prima o poi il virus tornerà. Bisogna quindi prepararsi, "avere personale, test e risorse per identificare i casi, isolarli e tracciare i contatti". Solo così "quando avverranno le infezioni potremo evitare che diventino una seconda ondata". 

Il ritorno alla normalità è "difficile prevedere" e "non sarà quest'inverno", dice Fauci.

"La soluzione vera - osserva - è il vaccino, quindi non torneremo alla normalità almeno per un anno".

Vaccino entro gennaio

Sul vaccino Fauci si mostra ottimista: arriverà ed "esistono diversi candidati", assicura. Molti sono sostenuti da Usa e Cina, altri indipendenti. E ritiene che l'Europa "dovrebbe cercare di farlo". 

"La mia previsione - prosegue - è che avremo più di un vaccino, che potrà essere usato non solo nel paese che lo ha sviluppato, ma condividerlo con tutto il mondo".

La fase 1 si è svolta rapidamente e la 3 inizierà nella prima metà di luglio. In autunno si potranno avere maggiori informazioni sull'efficacia e sulla sicurezza dei vaccini.

"La speranza è averli disponibili per la distribuzione tra fine anno e inizio del 2021. Siamo ottimisti, in base ai dati preliminari", dichiara.

Ottimismo anche sulle cure, poiché "ci sono diversi candidati, come gli anticorpi monoclonali, il plasma convalescente, e le immunoglobuline", mentre le sperimentazioni di farmaci hanno mostrato un impatto significativo nei trial. Secondo Fauci entro l'inizio e la fine dell'autunno si saprà se le sperimentazioni su terapie e farmaci funzioneranno. 

La riapertura in Italia 

"Quello che state facendo è giusto" dice Fauci e  incoraggia ad usare prudenza durante la riapertura. "Quando riapri devi essere pronto a rispondere ad ogni incremento, perciò servono i test".

Soffermandosi sul caso italiano, Fauci ritiene che l'Italia sia stata penalizzata dalla cospicua presenza di visitatori cinesi e dal fatto che "l’infezione si è diffusa prima che sapeste cosa accadeva".

Secondo l'epidemiologo la brutalità con cui l'epidemia si è abbattuta in Lombardia si deve turisti cinesi, e al fatto che "l’età media della popolazione è alta, test e ospedali non erano pronti".

La situazione negli USA

La raccomandazione di Fauci sulla riapertura negli USA è quella si usare sempre le mascherine, anche se gli Usa sono un Paese molto grande e i vari Stati colpiti con differenti intensità.

"Le nostre linee guida chiarivano le condizioni per riaprire: alcuni le hanno seguite, altri no. Speriamo non ci sia una ripresa seria, ma i casi aumentano in alcuni stati", auspica.

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Coronavirus: superati i 5 milioni casi nel mondo (21 maggio-22 giugno) (148)
Tags:
vaccino, Coronavirus, USA
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