19:30 13 Aprile 2021
Mondo
URL abbreviato
221
Seguici su

Mentre molte persone in Israele possiedono armi da fuoco, la violenza armata non è un fenomeno comune nello stato ebraico.

Negli Stati Uniti, venerdì segna la Giornata della consapevolezza della violenza armata, con persone in tutto il paese che hanno chiesto d'indossare l'arancione, un colore che simboleggia il movimento e che viene indossato dai cacciatori per segnalazione.

Secondo i dati ufficiali, dall'inizio dell'anno, la violenza armata ha causato la morte di oltre 17.000 persone negli Stati Uniti, tra cui oltre 10.000 suicidi. Oltre 12.000 persone sono state ferite.

Ma gli Stati Uniti non sono soli. Una ricerca condotta nel 2018 in 195 paesi ha scoperto che 250.000 persone hanno perso la vita a causa della violenza armata di quell'anno, con la maggior parte delle vittime nell'emisfero occidentale, in Brasile, Colombia, Messico, Venezuela, Guatemala e Stati Uniti. Israele non era uno di questi.

Israele non rischia il problema delle armi in America

Sebbene negli ultimi anni il paese abbia visto un incremento di armi illecite, soprattutto nelle città e nei quartieri arabi, le armi legali in Israele sono strettamente controllate e attentamente monitorate dallo stato.

A differenza degli Stati Uniti, dove le armi sono ampiamente disponibili al pubblico in molti stati, Tel Aviv ha una lunga lista di criteri che si dovrebbero soddisfare prima di ottenere una licenza. Questi includono non solo una comprovata conoscenza dell'ebraico, nonché esami medici e psicologici eseguiti su base annuale, ma anche molto addestramento.

Armi usate per protezione, non per omicidio

Secondo un un ufficiale dell'IDF, il cui nome completo non può essere divulgato per motivi di sicurezza, la sicurezza di Israele è stata fragile negli ultimi cinque anni, e la quantità di coloro che hanno richiesto una licenza per armi da fuoco è in aumento.

Ha detta sua chi vuole addestrasi proveniente da tutti i ceti sociali, da varie città e di tutte le età, affermando che tutti hanno una sola intenzione: imparare a proteggere se stessi e le persone che li circondano in caso di attacco terroristico.

"Se guardi ai recenti attacchi terroristici perpetrati da singoli individui, vedrai che la maggior parte di essi è stata contrastata grazie alla rapida reazione di civili armati, che si trovavano per caso sulla scena, non delle forze di sicurezza".

Le tensioni degli ultimi anni con i palestinesi hanno portato l'allora ministro della sicurezza nazionale Gilad Erdan a introdurre una riforma che rimuovesse molte delle restrizioni che limitano coloro che volevano ottenere armi, rendendole accessibili a circa 600.000 potenziali richiedenti o circa 1 su 15 israeliani.

Ma invece di rafforzare la fiducia degli israeliani, la riforma ha creato un effetto opposto ed è stata fortemente criticata dai mass media del paese, che hanno rivelato che su 150.000 israeliani che avevano una licenza ufficiale nel 2018, oltre 2.300 sono stati considerati "pericolosi per se stessi e chi gli sta intorno", il numero più alto dal 2013.

Tuttavia, secondo l'ufficiale anonimo sono "numeri relativamente bassi" e ha detto che i cittadini israeliani non avevano nulla di cui preoccuparsi.

"Ci sono stati casi in cui le persone hanno ottenuto le armi ma quando sono venute per l'addestramento, abbiamo notato che qualcosa non andava. A volte arrivano con una foto di una persona che non gli piace. Altre volte, qualcuno puzza di alcol o qualcuno riesce a malapena a sparare perché le mani gli tremano. Una volta notato che qualcosa non va, basta una telefonata per revocare la licenza".

Secondo le statistiche del governo israeliano, circa il 40% porti d'armi sono state respinte. Poche armi da fuoco vengono confiscate dopo il rilascio della licenza ufficiale.

Correlati:

Proteste Usa, Walmart ha rimosso le armi da fuoco da numerosi negozi
Spada conservata in monastero veneziano è risultata essere tra le armi più antiche del mondo
La Turchia entra a far parte dei primi cinque maggiori importatori di armi russe
Tags:
Israele, Palestina
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook