09:30 03 Dicembre 2020
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Facebook ha annunciato che inizierà ad etichettare i media russi, cinesi ed altri controllati dallo Stato e in estate bloccherà le loro pubblicità dedicate agli utenti negli Stati Uniti.

Facebook, che da tempo cerca di scongiurare le interferenze straniere nelle elezioni statunitensi, ha inoltre deciso di etichettare gli annunci sulla piattaforma di agenzie di stampa straniere sostenute dallo Stato, ma allo stesso tempo si rifiuta di controllare gli annunci potenzialmente fuorvianti dei media statunitensi.

Facebook ha introdotto una nuova esigente politica che avvisa gli utenti che alcuni media, ma non tutti, ricevono fondi dai rispettivi governi.

Le pagine di queste risorse ora hanno un'etichetta in cui è indicato il nome del Paese il cui governo lo finanzia.

Queste marchiature sono già state usate sulle pagine social di Sputnik e RT, dei media cinesi Xinhua e People’s Daily, sul media iraniano TV Press, nonché su alcuni mezzi d'informazioni di Corea del Nord, Filippine, Marocco, Tunisia e Thailandia.

Il capo della politica sulla sicurezza informatica di Facebook Nathaniel Gleicher ha annunciato che il social network inizierà ad etichettare gli annunci di questi media più avanti in estate.

Facebook ha dichiarato di aver preso di mira le risorse mediatiche basandosi sulle raccomandazioni di decine di esperti di media tenuti nell'anonimato. Secondo Gleicher, nel valutare se una risorsa meriti l'etichettatura, Facebook ha tenuto conto del controllo finanziario, dell'assetto proprietario, dei meccanismi di governance e responsabilità, dell'indipendenza e della diversità delle fonti e del controllo editoriale esercitato da un governo.

"Consideriamo anche fattori specifici per paese, inclusa la libertà di stampa e consultiamo gli studi aperti condotti da accademici ed esperti di spicco", ha affermato Gleicher.

Facebook ha fatto un'eccezione per i media occidentali Voice of America e RFE / RL, finanziate dal governo degli Stati Uniti, o la BBC, il cui consiglio di amministrazione è in gran parte nominato dalla Regina. Gleicher ha spiegato che Facebook ha concluso che questi media godono dell'indipendenza editoriale.

"L'etichettatura di testate giornalistiche indipendenti, oltre a favorire il pregiudizio e la xenofobia, è un ottimo esempio di fakenews che Facebook sta presumibilmente cercando di combattere", ha commentato un rappresentante dell'agenzia russa di stampa internazionale Rossiya Segodnya.

Commentando l'etichettatura dei media controllati dallo Stato su Facebook, Rossiya Segodnya ha affermato che è giunto il momento che i governi prendano misure efficaci per regolare il lavoro di questo social network e porre fine alle restrizioni alla libertà di parola.

"In molti Paesi in cui lavorano le redazioni di Sputnik, Facebook è nota per il suo pregiudizio politico e la censura, che spesso contraddice direttamente le leggi locali a difesa della libertà di parola. Crediamo che sia il momento che i governi inizino a prendere misure efficaci, tra cui sanzioni, per regolare il lavoro di questo social network. È tempo di porre fine alle restrizioni alla libertà di parola che gli Stati Uniti ci impongono effettivamente attraverso il monopolio delle informazioni dei loro social network", si legge in una nota dell'ufficio stampa dell'agenzia Rossiya Segodnya.

Questa decisione di Facebook è probabilmente motivata dalle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti, in cui il presidente Trump sfiderà il rivale democratico Joe Biden. Le presidenziali del 2016, con la vittoria a sorpresa di Trump su Hillary Clinton, hanno avuto un lungo strascico con la vicenda del Russiagate, ovvero la presunta ingerenza russa nel processo elettorale americano contro la candidata democratica, conclusasi con un nulla di fatto.

L'ultimo tentativo di Facebook per imporre la trasparenza giunge sullo sfondo di mosse controverse da parte del social network. Facebook in precedenza si era rifiutato di verificare i fatti politici che contengono affermazioni potenzialmente fuorvianti, a differenza di Google. Questa settimana è stato oggetto di forti critiche con proteste e dimissioni all'interno dell'azienda dopo aver deciso di non moderare un post di Donald Trump sulle proteste di George Floyd, bollato come "esaltazione della violenza" su Twitter.

Tags:
Social Network, Presidenziali USA 2020, Cina, USA, Russia, mass media, Rossiya Segodnya, Sputnik, Facebook
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