13:55 14 Agosto 2020
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La morte di George Floyd (88)
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In precedenza un media americano aveva parlato di diversi funzionari del Pentagono "preoccupati" per il presunto via libera del segretario alla Difesa Esper con i piani di Trump per schierare l'esercito per fermare le violente proteste nel Paese a seguito del tragico arresto di George Floyd.

La portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany ha confermato che il presidente Donald Trump è pronto ad invocare l'Insurrection Act, che gli consentirebbe di schierare l'esercito sul territorio nazionale in caso di gravi disordini o insurrezioni.  La sua dichiarazione arriva dopo le notizie diffuse sui media secondo cui Trump avrebbe rivisto i suoi piani per le critiche e il minor numero di proteste violente nelle città del Paese in questa settimana.

La McEnany ha inoltre commentato il controverso sgombero dei manifestanti da Lafayette Park all'inizio di questa settimana, sostenendo che l'uso della forza non era eccessivo.

"Le forze dell'ordine quando si sono viste tirare addosso mattoni e bottiglie d'acqua gelata hanno avuto il diritto di intervenire. Hanno agito con il livello di forza adeguato per proteggere se stessi, proteggere la gente comune e proteggere i manifestanti pacifici che c'erano tra di loro", ha detto la portavoce.

Rispondendo alle voci secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe rimuovere il segretario alla Difesa Mark Esper per i suoi giudizi scettici sull'uso dell'esercito per metter fine ai disordini nel Paese, la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany ha assicurato che Esper è ancora in carica. Ha anche aggiunto che se questo cambiamento dovesse avvenire in futuro, la Casa Bianca lo annuncerà senza dubbio.

Capo del Pentagono contrario all'idea di reprimere con i militari i disordini negli Stati Uniti

Il segretario alla Difesa americano Mark Esper in precedenza aveva affermato di non sostenere l'idea del presidente Donald Trump di utilizzare l'Insurrection Act per schierare le truppe nelle città americane per reprimere le violente rivolte in corso, provocate dalla morte dell'afroamericano George Floyd durante l'arresto da parte della polizia. Il numero uno del Pentagono ritiene che le truppe debbano essere utilizzate solo come ultima risorsa, quando mancheranno alternative. Esper ha aggiunto che gli Stati Uniti non si trovano attualmente in una situazione così disperata.

"Ho sempre creduto e continuo a credere che la Guardia Nazionale sia la più adatta a fornire supporto domestico alle autorità civili in queste situazioni", ha detto Esper.

Esper ha inoltre commentato una notizia apparsa sui media che affermava di aver fatto riferimento alle città statunitensi travolte dalle rivolte come "campo di battaglia", ammettendo di aver usato la frase in una conversazione con il presidente Donald Trump. Il capo del Pentagono ha spiegato di aver utilizzato un termine del lessico militare, aggiungendo che se avesse avuto la possibilità di usare un'altra espressione lo avrebbe fatto.

Nelle città statunitensi sono esplose le proteste e la rabbia a seguito dell'uccisione di George Floyd da parte di un agente di polizia di Minneapolis, che lo ha soffocato con un ginocchio sul collo nonostante il fermato si lamentasse di non poter respirare.

Tema:
La morte di George Floyd (88)
Tags:
esercito USA, Pentagono, Donald Trump, Proteste, Polizia, USA
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