17:18 30 Settembre 2020
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Un reporter di Sputnik negli USA è stato centrato da una salva di proiettili di gomma sparati dalla polizia mentre si trovava nei pressi della Casa Bianca per un servizio sulle proteste per la morte di George Floyd.

Nicole Roussel, giornalista di Sputnik presente alla Casa Bianca per dei reportage sulle proteste in corso, è stata colpita da alcuni proiettili di gomma sparati contro di lei dalla polizia a dispetto del fatto che avesse mostrato lo speciale badge rilasciato alla stampa.

"Mi trovavo questa sera alla Casa Bianca per un reportage sulle proteste, quando diversi agenti di polizia hanno iniziato a sparare sui manifestanti. Mi sono avvicinata per effettuare delle riprese di quanto stava accadendo e la polizia ha subito cominciato a sparare quella che mi è sembrata essere una combinazione di granate stordenti e proiettili di gomma. Ci hanno tirato addosso anche dei gas lacrimogeni, e così abbiamo tutti iniziato a tossire", è stata la testimonianza della giornalista.

Secondo la Roussell, quando ha informato le forze dell'ordine di essere una giornalista, gli agenti le hanno tirato una granata stinger, che le ha provocato dei lividi all'anca e alla coscia:

"Me ne sono beccata una sul busto, dove mi è comparso un altro livido. La ferita è diventata immediatamente viola e ha iniziato a sanguinare. Un poliziotto in divisa antisommossa mi ha buttata a terra e mi è passato sopra e sono riuscita a rialzarmi soltanto grazie all'aiuto di un manifestante che mi ha invitato ad andarmene in fretta", ha aggiunto la reporter.
La giornalista di Sputnik, Nicole Roussell.
© Sputnik .
La giornalista di Sputnik, Nicole Roussell.

La giornalista di Sputnik ha sottolineato di aver non soltanto dichiarato alla polizia di far parte della stampa, ma ha mostrato anche il suo badge:

"Prima di essere colpita ho detto più volte che facevo parte della stampa. Avevo anche il mio badge al collo. Altri giornalisti sono stati sottoposti allo stesso trattamento, così come i manifestanti", ha concluso la Roussell.

Nei giorni scorsi diversi giornalisti di testate come Fox News, RIA Novosti, DW, CBS, Vice e altri sono rimasti feriti nel corso delle violente proteste scoppiate in diverse città americane.

Il caso Floyd

Le proteste sono scoppiate a Minneapolis e in tantissime altre città degli Stati Uniti la scorsa settimana, dopo che la morte di George Floyd durante il suo arresto è stata ripresa in un video.

Nel video Floyd, un afroamericano di 46 anni, è stato affrontato da quattro poliziotti e uno di loro si è inginocchiato sul collo per diversi minuti mentre Floyd si lamentava di non riuscire a respirare. 

Lo scorso 30 maggio l’avvocato della famiglia di George Floyd, ha annunciato che sul cadavere di Floyd sarebbe stata condotta un’autopsia indipendente, il cui referto ha dimostrato che la morte dell'uomo è intervenuta "per asfissia".

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