10:20 29 Ottobre 2020
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Anche il Regno Unito è intervenuto sulla questione della legge sulla sicurezza in discussione ad Hong Kong.

Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha criticato la cina per la gestione della legislazione sulla sicurezza ad Hong Kong che, secondo Londra, non sarebbe conforme agli impegni internazionali assunti da Pechino.

In questo senso, Raab ha avverto che se la Cina farà entrare in vigore la nuova legge sulla sicurezza nell'hub asiatico, il Regno Unito sarà costretto a rivedere gli accordi per i detentori di BNO, il passaporto britannico rilasciato nei territori dell'ex colonia.

Intervenendo al parlamento britannico, Raab ha sottolineato che ora "la palla passa al governo cinese" e che è il momento che Pechino "faccia una scelta":

"Possono passare il Rubicone e violare l'autonomia e i diritti dei cittadini di Hong Kong, oppure possono fare un passo indietro, comprendendo la preoccupazione diffusa della comunità internazionale e assumendosi le proprie responsabilità in quanto membro tra i più importanti", ha continuato Raab.

Raab ha definito inammissibile una violazione degli impegni internazionali da parte della Cina, sull'estensione del principio di "un Paese, due sistemi" a Hong Kong.

"Per essere chiari sulla questione, l'imposizione di una legislazione sulla sicurezza a Hong Kong da parte del governo cinese entra in conflitto con l'Articolo 23 della Basic Law (la costituzione di Hong Kong, ndr)",, ha concluso, auspicando che Pechino faccia un passo indietro rispettando l'autonomia dell'ex colonia britannica.

Le proteste a Hong Kong

La scorsa settimana a Hong Kong centinaia di persone sono scese in piazza per manifestare contro la nuova legge sulla sicurezza, la cui bozza è stata depositata il 22 maggio al Congresso nazionale del popolo, sanzionerà secessione, eversione contro lo Stato, terrorismo e interferenze straniere, diventando operativa con la sua aggiunta all'Allegato 3 della Basic Law, la mini Costituzione locale.

Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, in una dichiarazione ha riferito che USA e Cina si trovano sull'orlo di una nuova Guerra Fredda, a causa dell'atteggiamento di Washington e delle tendenze di certe forze politiche del Congresso americano.

Contestualmente, la leader di Hong Kong, Carrie Lam ha accusato gli USA di fare "due pesi e due misure" sulla questione delle proteste, riferendosi alle repressioni di questi giorni delle dimostrazioni per la morte di George Floyd.

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