14:55 24 Ottobre 2020
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Si rafforza la competizione tra le principali case automobilistiche a livello globale per garantirsi la presenza sul mercato cinese. Dopo la statunitense Tesla a intraprendere questo passo è la tedesca Volkswagen AG, pronta a investire 2,1 miliardi di euro in due stabilimenti cinesi.

Il 29 maggio la società ha dichiarato di voler investire 1 miliardo di euro nella holding Anhui Jianghuai Automobile Group (JAC Motors). Di conseguenza, entro il 2025 la joint venture JAC Volkswagen lancerà sul mercato altri 5 modelli di automobili elettriche e avvierà un nuovo stabilimento di produzione.

Il gigante tedesco sta alzando la posta in gioco sul mercato automobilistico globale dove anche gli altri concorrenti internazionali stanno tentando di incrementare le proprie risorse.

Di conseguenza, Volkswagen assieme ai partner della provincia dello Anhui intende raggiungere un livello di vendite di automobili a energie rinnovabili (quali veicoli elettrici a batteria, veicoli ibridi o con motore a idrogeno) pari a 1,5 milioni di pezzi l’anno. Tesla, invece, intende portare il proprio volume annuo di produzione di automobili elettriche a 500.000 unità prodotte dall’unico stabilimento al di fuori degli USA, quello nei pressi di Shanghai.

Altri 1,1 miliardi di euro Volkswagen AG li investirà nella società Guoxuan High-tech CoLtd specializzata nella produzione di batterie per veicoli elettrici. La società, con sede a Hefei come JAC, produrrà batterie per i modelli di veicoli elettrici assemblati in Cina. Riportando notizie sui progetti di investimento di Volkswagen, molti media si sono focalizzati sul fatto che il gigante tedesco abbia definito il mercato cinese come “il mercato più grande al mondo”.

Volkswagen intende rafforzare la propria presenza sul mercato cinese in veste di produttore di portata globale mentre altre società straniere (fra cui anche realtà statunitensi e giapponesi) stanno considerando la possibilità di togliere le proprie linee produttive dalla Cina, come ha osservato in un’intervista a Sputnik Mikhail Belyaev, esperto dell’Istituto russo di studi strategici (RISI):

“La Cina è uno dei leader nella produzione di veicoli elettrici sia per qualità sia per gamma di modelli e, aspetto più importante, anche per l’elemento da cui dipende il successo finale di un veicolo elettrico, ossia la creazione e la produzione delle batterie. Si tratta di un elemento chiave nelle prospettive future di sviluppo degli impianti produttivi di veicoli elettrici. La Cina è uno dei leader, se non IL leader, del settore. Pertanto, Volkswagen sta investendo molto sul mercato cinese. Tuttavia, non sta investendo sulle catene di produzione, ma sul prodotto finito. Questo consente non solo di ottenere degli utili dagli investimenti in Cina, ma anche di realizzare prodotti finiti in tutto il mondo. La Volkswagen sta trasferendo il proprio capitale in Cina per affermarsi su quel mercato come parte integrante del processo produttivo”.

I piani di investimento di Volkswagen testimoniano l’elevato grado di fiducia che l’imprenditoria tedesca ripone nel mercato cinese, secondo Hu Chunchun, direttore del Centro di studi tedeschi presso l’Università di Nanchino.

“La pandemia ha innescato una stagnazione della produzione industriale e tecnologica in Europa, ma gli investimenti di Volkswagen sono probabilmente parte di progetti di lunga data. L’industria è un settore economico di importanza vitale per la Germania. Una quota considerevole dell’economia tedesca è rappresentata da comparti legati alla produzione di automobili. Negli ultimi anni la vendita di veicoli tedeschi in Cina ha superato i valori di vendita registrati in Germania. Chiaramente molte società tedesche stanno risentendo della crisi, pertanto stanno adottando misure precauzionali. Per Volkswagen poi non è una novità produrre auto che sfruttano fonti rinnovabili. I progetti di collaborazione tra la società tedesca e JAC esistono da tempo, la loro realizzazione oggi sotto forma di investimenti del gigante tedesco va considerata come un segnale della grande fiducia riposta nel mercato cinese”.

Accanto al comparto automobilistico anche il settore dei servizi finanziari ha tutte le carte in regola per attrarre sempre più società europee nel prossimo futuro, secondo l’esperto cinese.

“Grazie a uno sviluppo pluriennale la Cina non è più un soggetto primitivo e dalle prestazioni a basso costo. E questo anche grazie agli investimenti di Volkswagen in Cina e per il fatto che la Cina ormai è il maggiore mercato automobilistico al mondo. Il mercato cinese si sviluppa a ritmi da record e in futuro molti comparti potranno vantare un grande potenziale. Infatti, potranno imporsi come i mercati settoriali di maggiore rilievo al mondo. A tal proposito evidente è il grande interesse manifestato dagli investitori verso determinati segmenti del mercato cinese quale il settore dei servizi finanziari. Ad ogni modo, non tutti i mercati cinesi si sviluppano allo stesso modo, dispongono di ampi spazi che gli investitori stranieri si stanno affrettando a colmare per riuscire a sfruttare questa opportunità”.

La Cina e l’UE stanno preparando un accordo di cooperazione in materia di investimenti. Gli osservatori non escludono che questo accordo possa essere sottoscritto già in autunno a Lipsia, città in cui è previsto lo svolgimento del vertice UE-Cina 27+1.

Tuttavia, su una serie di questioni legate all’apertura dei mercati cinesi, alle norme previste per le attività imprenditoriali e alle regole in materia di proprietà intellettuale Unione europea e Cina continuano ad avere punti di vista discordanti che dovranno essere risolti trovando dei compromessi. In tale contesto i nuovi progetti di investimento di Volkswagen stanno spingendo i politici europei a concludere il prima possibile l’accordo con la Cina, secondo Mikhail Belyaev.

“Questo accordo in materia di investimenti apre prospettive ottime. Vi sono molti esempi che dimostrano quanto gli interessi economici siano al di sopra della politica. In questo caso non si tratta semplicemente di interessi economici, ma dei progetti di una grande realtà, dello sviluppo dell’attività di una delle maggiori società tedesche e anche di un comparto estremamente proiettato al futuro. Queste considerazioni sono già di per sé sufficienti perché le motivazioni di ordine politico siano subordinate alle grandi decisioni di carattere imprenditoriale, e non viceversa. La politica in questo caso è neutrale, se non impotente”.

Alla fine dello scorso anno un altro gigante tedesco di portata globale, BASF, ha dato avvio nella città di Zhanjiang (provincia dello Guangdong) al maggiore progetto di investimenti della propria storia per un valore pari a 10 miliardi di dollari. Si tratta di un progetto di cooperazione volto all’edificazione del primo polo chimico in Cina ad appartenere in toto a una società straniera. Questo polo produrrà materiali plastici per l’ingegneria, poliuretano termoplastico, nonché alcuni prodotti petrolchimici largamente impiegati nella costruzione di automobili e in elettronica.

Dunque, sono più che evidenti i segnali dati dalla grande imprenditoria a favore del rafforzamento della cooperazione con la Cina in materia di investimenti.

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