13:00 08 Luglio 2020
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Continuano le proteste negli USA, dove in oltre venti città i dimostranti sono in piazza da giorni per protestare contro la morte di George Floyd.

Nel weekend le forze di polizia americane hanno fatto scattare le manette per 2.564 persone in circa venti città americane nel corso delle manifestazioni per la morte di George Floyd a Minneapolis.

Gli arrestati sono stati accusati di reati quali violazione del coprifuoco, furto e danneggiamento.

Tra di loro anche Chiara di Blasio, 25enne figlia del sindaco di New York, la quale ha preso parte ad una manifestazione non sanzionata a Manhattan tra la 12esima strada e Broadway.

In alcune città, come Los Angeles, si segnalano anche iniziative di solidarietà nei confronti dei dimostranti da parte delle forze dell'ordine, che in diversi casi sono passati dall'altra parte della barricata.

Trump minaccia di usare l'esercito

"Ordine e legge". E' questo lo slogan lanciato dal presidente degli Stati Uniti nel tentativo di riportare le cose alla normalità, mentre i tafferugli impazzano in diverse città del Paese.

In un post su Twitter, Donald Trump ha minacciato di mobilitare l'esercito nel caso in cui gli amministratori locali del Partito Democratico non dovessero riuscire a riportare la situazione sotto controllo.

"Varcare i confini di Stato per incitare alla violenza è un crimine federale! I governatori e i sindaci liberal devono diventare più duri o il governo federale interverrà e farà quello che deve essere fatto, e questo include il potere illimitato del nostro esercito e molti arresti. Grazie!", ha twittato il tycoon.

La morte di George Floyd

Le proteste sono scoppiate a Minneapolis e in 17 altre città degli Stati Uniti questa settimana, dopo che la morte di George Floyd durante il suo arresto è stata ripresa in un video.

Nel video Floyd, un afroamericano di 46 anni, è stato affrontato da quattro poliziotti e uno di loro si è inginocchiato sul collo per diversi minuti mentre Floyd si lamentava di non riuscire a respirare.

Nelle scorse ore è stato pubblicato il risultato della prima autopsia sul corpo di Floyd, la quale ha escluso asfissia e strangolamento come cause della morte. Tuttavia la famiglia non ha accettato il referto medico e ha chiesto un esame indipendente. Il presidente Trump ha promesso di fare giustizia.

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