07:44 05 Dicembre 2020
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La Forest è entrata nelle acque della zona economica esclusiva militare e, scortata da un cacciatorpediniere della Forza Armata Bolivariana, si dirige verso il porto più vicino.

In meno di 24 ore la seconda petroliera iraniana, la Forest, raggiunge le acque territoriali venezuelane, carica di carburante per rifornire le raffinerie e le industrie del paese latinoamericano fortemente danneggiate dalle sanzioni. Sanzioni che la flottilla iraniana, intende sfidare attraversando l'oceano Atlantico per portare 15 milioni di barile di petrolio in Venezuela.

Le autorità venezuelane, così come l'ambasciata iraniana, fanno sapere che la nave cisterna è entrata nelle acque della zona economica esclusiva e verrà scortata da un cacciatorpediniere delle FANB sino al porto più vicino, probabilmente raggiungendo Fortune a El Palito a 120 km da Caracas. 

La prima nave della flotilla, la Fortune, aveva raggiunto questa domenica le acque territoriali del Venezuela ed ha attraccato nel porto di El Palito, sede di importanti raffinerie, poco dopo la mezzanotte di lunedì 25 maggio. Si attende l'arrivo delle altre tre petroliere: Faxon, Claver e Petunia. 

Per l'Iran: un gesto di gratitudine

"L'amore con l'amore si paga". Con queste parole l'ambasciatore iraniano in Venezuela, Hojat Soltani, ha commentato su twitter l'arrivo delle prime navi della flotilla inviata dall'Iran per rifornire la repubblica bolivariana. 

"Nel 2008, sotto la presidenza del Comandante Hugo Chavez il Venezuela invio il carburante all'Iran sotto sanzione, e oggi questa nazione sotto la conduzione dell'Imam Khameney ha inviato le navi cisterna alla terra degli eroi"

​In precedenza, Abram Elliot, rappresentante Usa per il Venezuela, aveva accusato Teheran di fornire petrolio in cambio dell'oro di Caracas. Sia l'Iran che il Venezuela hanno veementemente respinto questa accusa.

Il messaggio di Maduro

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha ringraziato l'Iran sottolineando la solidarietà fra i due Stati. 

La fine del Ramadan [il mese sacro per i musulmani] ci porta all'arrivo della nave Fortune, un segno della solidarietà del popolo islamico dell'Iran con il Venezuela", ha scritto in un tweet. 

"In un momento - prosegue il messaggio - in cui l'impero suprematista pretende di imporre con la forza il suo dominio, solo la fratellanza fra i popoli liberi ci salverà". 

​Il braccio di ferro Iran Usa

Le dichiarazioni da parte della stampa statunitense che, citando una fonte dell'esercito, aveva definito "non gradite" le petroliere iraniane nella regione caraibica, appariva come una concreta minaccia per via della flotta statunitense schierata del mar dei Caraibi. L'invio di alcune pattugliatrici dell'Uss Navy in esercitazione era apparso a Teheran come un tentativo dissuasivo.

Le autorità iraniane hanno immediatamente avvisato che qualsiasi azione di disturbo sulla rotta delle cinque petroliere, intrapresa dalle forze statunitensi, avrebbe avuto delle conseguenze.

Ieri era intervenuto indirettamente il presidente iraniano Hassan Rouhani sulla vicenda durante una telefonata con il leader del Qatar. 

"Se le nostre navi cisterna nel Mar dei Caraibi o in qualsiasi altra parte del mondo, si troveranno nei guai per causa degli americani, loro - gli americani - si troveranno a loro volta in un mare di guai", aveva detto, specificando che in ogni caso Teheran non vuole alcuna escalation militare. 

L'Iran ha inviato nelle scorse settimane le cinque navi cisterna cariche di carburante, per venire in aiuto del Venezuela, che attraversa una profonda crisi a causa del blocco imposto da Washington. Le sanzioni USA hanno paralizzato le capacità del Venezuela di raffinare il proprio petrolio, bloccando l'intero settore estrattivo ed energetico e causando una crisi di carburante. 

L'Iran più volte, durante la crisi sanitaria dovuta alla pandemia, ha definito le sanzioni imposte dagli Usa una violazione di tutti i principi umanitari e delle leggi internazionali.

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Venezuela, Iran
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