07:06 30 Novembre 2020
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La nave cisterna inviata dall'Iran per sostenere l'industria petrolifera venezuelana, è stata scortata dai mezzi della Forza Armata Bolivariana sino al porto, dove si trovano le raffinerie.

La nave cisterna "Fortune", battente bandiera iraniana, dopo aver attraversato l'oceano sfidando il blocco imposto dagli Usa è giunta a destinazione. Poco dopo la mezzanotte di lunedì 25 maggio, ora locale, le immagini satellitari hanno mostrato la petroliera in manovra d'attracco con l'aiuto di due rimorchiatori, nel porto di El Palit, sulla costa settentrionale del Venezuela. 

Fortuna è stata rifornita con 43 milioni di litri di benzina a metà marzo, porto iraniano di Shahid Rajaee, ed è il primo carico ad essere giunto a destinazione. Sono in tutto cinque le navi petroliere salpate dall'Iran, che da metà maggio solcano i mari per rifornire di carburante lo stato latinoamericano, che affronta una grave crisi del settore dovuta alle sanzioni. 

​In seguito agli avvertimenti ricevuti dagli Usa e al timore che la presenza della flotta della Us Navy nel Mar dei Caraibi potesse interferire con la rotta della nave cisterna, il governo bolivariano ha inviato alcuni mezzi militari per scortare senza incidenti di sorta la Fortune sino al porto venezuelano. Nei giorni scorsi Teheran aveva più volte avvisato Washington che qualsiasi problema creato alle cinque navi sarebbe diventato un problema per gli USA

La "flottilla" composta dalle petroliere Fortune, Clavel, Forest, Faxon e Petunia, porta complessivamente 1,5 milioni di barili di carburante al Venezuela, per fronteggiare la crisi delle raffinerie paralizzate della sanzioni unilaterali statunitensi. 

Il braccio di ferro Iran Usa

Le dichiarazioni da parte della stampa statunitense che, citando una fonte dell'esercito, aveva definito "non gradite" le petroliere iraniane nella regione caraibica, appariva come una concreta minaccia per via della flotta statunitense schierata del mar dei Caraibi. L'invio di alcune pattugliatrici dell'Uss Navy in esercitazione era apparso a Teheran come un tentativo dissuasivo.

Le autorità iraniane hanno immediatamente avvisato che qualsiasi azione di disturbo sulla rotta delle cinque petroliere, intrapresa dalle forze statunitensi, avrebbe avuto delle conseguenze.

Sabato 23 maggio era intervenuto indirettamente il presidente iraniano Hassan Rouhani sulla vicenda durante una telefonata con il leader del Qatar. 

"Se le nostre navi cisterna nel Mar dei Caraibi o in qualsiasi altra parte del mondo, si troveranno nei guai per causa degli americani, loro - gli americani - si troveranno a loro volta in un mare di guai", aveva detto, specificando che in ogni caso Teheran non vuole alcuna escalation militare. 

L'Iran ha inviato nelle scorse settimane le cinque navi cisterna cariche di carburante, per venire in aiuto del Venezuela, che attraversa una profonda crisi a causa del blocco imposto da Washington. Le sanzioni USA hanno paralizzato le capacità del Venezuela di raffinare il proprio petrolio, bloccando l'intero settore estrattivo ed energetico e causando una crisi di carburante. 

L'Iran più volte, durante la crisi sanitaria dovuta alla pandemia, ha definito le sanzioni imposte dagli Usa una violazione di tutti i principi umanitari e delle leggi internazionali.

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