05:04 02 Giugno 2020
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Il generale Ahmed Al Mismari, portavoce ufficiale dell’Esercito Nazionale Libico LNA in una conferenza stampa si è scagliato contro la Turchia di Erdogan, che viola l'embargo ONU ed invia uomi e armi in Libia, continuando "l'aggressione contro il nostro paese".

Al Mismari ha mostrato una serie di riprese condotte da gennaio ad oggi, che provano il traffico di mezzi blindati e uomini armati dalla Turchia alla Libia, via nave lungo la rotta Izmir-Tripoli. Secondo il portavoce dell'LNA, in Libia si trovano oggi più di 1500 militari turchi ed altre 2500 unità, compresi uomini delle Forze Speciali e delle brigate "Commandos" sono pronti a partire verso la Libia.

"Violando l'embargo internazionale, che avrebbe dovuto fare da custode dello sviluppo del processo di pace in Libia, la Turchia invia nel nostro paese, in una maniera assolutamente aperta, centinaia di veicoli corazzati, pezzi di artiglieria, aeromobili a pilotaggio remoto, mitragliatrici di grosso calibro e altre armi offensive, nonché un numero immenso di varie munizioni e mezzi speciali che stanno uccidendo i nostri cittadini" 

Al Mismari indica nel dettaglio quali armamenti di fornitura turca sono utilizzati dalle forze del GNA.

"Militari e mercenari turchi, nonché i loro alleati tra i gruppi estremisti del cosiddetto Governo di Accordo Nazionale usano contro il popolo libico e il suo esercito almeno otto lanciarazzi multipli da 107 mm di calibro T-107 turchi, 10 velivoli a pilotaggio remoto in configurazione da attacco, circa 70 mezzi blindati Kirpi e Vuran, oltre 260 veicoli tuttoterreno prodotti in Turchia, oltre 100 mitragliatrici pesanti". 

Ulteriori riprese mostrano un mezzo blindato "Kirpi" conquistato dai combattenti dell'LNA dopo alcuni scontri armati nei pressi di Tripoli, dove continuano a convergere combattenti dalla Turchia, soprattutto in aereo.

"Tutto sommato, più di 7mila combattenti stranieri sono stati trasferiti in Libia dai turchi. Solo nell'ultima settimana dal territorio turco a Tripoli, occupata da takfiristi, sono arrivati 37 voli con mercenari turchi tra cui militanti di gruppi terroristici, nonché armi e attrezzature sofisticate", spiega Al Mismari.

Al termine della conferenza stampa, Al Mismari ha lanciato un appello all'ONU ed all'Unione Europea, chiedendo di implementare a pieno regime la missione "Irini" nata con l'obiettivo di far rispettare l'embargo all'invio di armi dall'estero verso le parti in conflitto in Libia.

"Speriamo, che quando l'Unione Europea lancerà appieno la missione "Irini", le consegne di armi da parte del regime di Erdogan, che portano morte al popolo libico, termineranno", conclude il generale.
La guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio del leader libico Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha praticamente smesso di funzionare come un singolo stato. Ora nel paese ci sono due governi: il parlamento eletto dal popolo si trova a est e a ovest, nella capitale Tripoli, il Governo di Accordo Nazionale, formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell'Unione europea.

Le autorità della parte orientale del paese operano indipendentemente da Tripoli e cooperano con l'esercito del maresciallo Khalifa Haftar.

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