18:08 08 Agosto 2020
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Secondo l'analisi Inps sulla mortalità in Italia nei mesi di marzo e aprile 2020 si è verificato un aumento nel numero dei morti pari a +47mila, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Dopo l’analisi dell’Istat sulla mortalità in Italia in marzo e aprile, arriva il report dell’Inps ‘Analisi della mortalità nel periodo di epidemia da COVID-19’ che si basa sui dati dell’anagrafica unica che affluiscono regolarmente all’Istituto ogni mese.

Il dato che più di tutto balza agli occhi è il numero di decessi in più rispetto al dato normalmente atteso: 46.909 decessi in più rispetto al 2019.

E un altro dato che viene sottolineato dall’analisi dell'Inps è la discrepanza tra i decessi dichiarati per Covid-19 (27.938) e gli ulteriori 18.971 decessi che si sono verificati e che non sono stati dichiarati Covid-19.

L’analisi fa notare a riguardo della discrepanza, che “l’andamento dei decessi nel periodo considerato è stato condizionato sia dall’epidemia che dalle conseguenze del lock-down”. Cioè molte persone potrebbero essere morte perché sono state colpite da “altre malattie, perché non sono riuscite a trovare un letto d'ospedale o perché non vi si sono recate per paura del contagio”.

Tale discrepanza nei dati, seppur con numeri diversi, era stata messa in evidenza anche dall’Istat che affermava come vi erano 11.600 morti da correlare e per i quali l’istituto di statistica ipotizzava tre possibili cause:

  1. una ulteriore mortalità associata a Covid-19 (decessi in cui non è stato eseguito il tampone);
  2. una mortalità indiretta correlata a Covid-19 (decessi da disfunzioni di organi quali cuore o reni, probabili conseguenze della malattia scatenata dal virus in persone non testate, come accade per analogia con l’aumento della mortalità da cause cardiorespiratorie in corso di influenza);
  3. una quota di mortalità indiretta non correlata al virus ma causata dalla crisi del sistema ospedaliero e dal timore di recarsi in ospedale nelle aree maggiormente affette.

“Nessuno avrebbe potuto immaginare – scrive l’Inps nella sua Analisi – quella che sarebbe stata successivamente l’entità dei morti causati dall’epidemia senza considerare che probabilmente non si saprà mai il numero esatto”.

I casi attuali in Italia

Il totale degli attualmente positivi è di 62.752 casi, con 132.282 guariti e 32.330 decessi. In totale i casi rilevati dai tamponi effettuati è di 227.364, un dato che colloca l’Italia al sesto posto nella triste mappa dei contagi a livello mondiale.

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