08:39 27 Maggio 2020
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Coronavirus: superati i 4 milioni casi nel mondo (10-20 maggio) (103)
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Aprile è stato il mese più mortale nel paese scandinavo dal 1993, che a sua volta è stato l'anno più mortale dall'epidemia di influenza spagnola del 1918, ha riferito Statistics Sweden.

Negli ultimi sette giorni, la Svezia, che non ha imposto nessuna misura contro il coronavirus ha avuto il maggior numero di decessi COVID-19 pro capite con 6,08 per un milione di abitanti, secondo OurWorldInData. Dopo la Svezia c'è solo il Regno Unito che arriva secondo con 5,57 morti per milioni di abitanti.

Gli Stati Uniti, il leader mondiale nel totale dei decessi COVID-19 a oltre 90.000, hanno 4,11 decessi pro capite, mentre la Finlandia, la vicina della Svezia, che sta riaprendo il paese da un lockdown di diverse settimane, ha solo 0,67 decessi per coronavirus per milione di abitanti.

L'epidemiologo di stato svedese Anders Tegnell ha risposto affermando che il calcolo e il confronto dei tassi di letalità in diversi paesi era un compito molto complicato. A detta sua questo è dovuto al fatto che l'infezione si diffonde in modo diverso nei vari paesi. In Svezia, ha detto, metà della popolazione vive in aree con una vasta diffusione di infezione. In altri paesi, ci sono state solo zone d'infezione limitate ma gravemente colpite.

“È difficile confrontare un paese come la Svezia, dove esiste una diffusione tra il 50% della popolazione, con un paese come gli Stati Uniti, dove ci sono parecchi casi, ma in cui gran parte della popolazione non è stata toccata. Il conteggio pro capite è molto strano”, ha detto Anders Tegnell al quotidiano Svenska Dagbladet.

Anders Tegnell si riferiva a New York negli Stati Uniti, che con i suoi 8 milioni di abitanti è paragonabile all'intera nazione svedese, ma ha tassi di letalità significativamente più alti. Tutti gli Stati Uniti, al contrario, hanno tassi di letalità dal coronavirus molto più bassi, se si fa un conteggio pro capite.

“La geografia non deve essere dimenticata. Cambia il bilancio delle vittime piuttosto bruscamente", ha suggerito Tegnell.

Un altro fattore che rende difficile interpretare correttamente il bilancio delle vittime è il fatto che la percentuale esatta della popolazione infettata dal virus rimane sconosciuta. Ancora un altro è la differenza nei metodi di segnalazione. Mentre alcuni paesi contano tutti i decessi con COVID-19, altri includono solo quelli che sono morti a causa della malattia in ospedale. In Svezia, chiunque muoia entro 30 giorni dalla diagnosi di COVID-19 viene incluso nel bilancio delle vittime, ha affermato Tegnell.

“Nessun paese ha statistiche più complete di noi. Sappiamo che molti paesi segnalano solo coloro che muoiono in ambito sanitario. In tal caso, le nostre cifre sarebbero alte meno della metà", ha detto Tegnell.

Il Covid-19 in Svezia

A differenza dei suoi colleghi nordici, la Svezia ha costantemente resistito a lockdown obbligatori e misure rigorose, basandosi invece su precauzioni prevalentemente volontarie basate sulla fiducia reciproca tra le autorità e la popolazione.

In una recente intervista con la BBC, Tegnell ha difeso categoricamente la strategia adottata della Svezia, che ha innescato polemiche sia in patria che all'estero, attribuendo il gran numero di morti COVID-19 alla sua ampia diffusione nelle case di cura e nelle case di riposo. La stragrande maggioranza delle vittime svedesi di COVID-19 ha superato gli 80 anni.

Complessivamente, la Svezia ha visto circa 31.523 casi confermati, oltre 3.831 morti e quasi 5.000 guarigioni.

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