03:16 29 Settembre 2020
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L'Arabia Saudita ha abolito ufficialmente le punizioni corporali per alcuni crimini. Queste verranno sostitute con la reclusione o una multa.

Il Consiglio giudiziario supremo dell'Arabia Saudita ha abolito ufficialmente le punizioni corporali per vari crimini, secondo quanto annunciato martedì dal ministero della giustizia del regno, riporta il canale televisivo Al Arabiya.

In particolare, come affermato nella dichiarazione generale dell'agenzia, "la fustigazione sarà commutata con una pene detentiva o una multa, o entrambi". Il ministero ha affermato che il tribunale deciderà autonomamente su ciascuno di questi casi e si esprimerà di conseguenza.

​La decisione riguarda i crimini della categoria Ta'zir compresa nella Sharia (legge islamica), ovvero crimini legati a un attacco contro la religione, l'ordine pubblico, la moralità e gli interessi dell'individuo, la cui responsabilità non è esplicitamente dichiarata nel Corano o Hadith.

Tra le punizioni che ricadevano sotto questa categoria oltre alla fustigazione ci sono anche il divieto di indossare un turbante, la rasatura forzare della testa e della barba. Tuttavia, i crimini, la cui punizione è definita nella Sharia, continueranno a essere puniti nel modo più severo dal Corano, dalla Sunnah e dagli Hadith, tra cui la lapidazione (di solito per adulterio), la fustigazione e la pena di morte.

L'intenzione dell'Alto Consiglio giudiziario di prendere questa decisione è stata annunciata per la prima volta alla fine di aprile. Alcune settimane fa, nell'ambito delle riforme in corso nel regno, la pena di morte per i trasgressori di età inferiore ai 18 anni è stata abolita.

La Commissione per i diritti umani saudita ha accolto con favore la decisione.

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