05:07 02 Giugno 2020
Mondo
URL abbreviato
Coronavirus: superati i 4 milioni casi nel mondo (10-20 maggio) (103)
4255
Seguici su

La Svezia ha superato i Paesi vicini per numero di vittime da coronavirus, ma le autorità del Regno continuano a non voler introdurre la quarantena e invitano solamente ad attenersi a misure precauzionali.

Il governo insiste: la società deve rimanere libera anche se la pandemia si protrarrà a lungo. Sputnik vi spiega cosa rischia la Svezia.

Il sacrificio degli anziani

Per contrastare il coronavirus, gli svedesi hanno deciso di passeggiare liberamente per le strade, mandare i figli all’asilo e a scuola, praticare sport non solo all’aperto ma anche nelle palestre, frequentare bar e ristoranti. I confini del Paese rimangono aperti.

La motivazione principale è che restrizioni lievi non metteranno in crisi l’economia e permetteranno gradualmente al Paese di sviluppare l’immunità di gregge. Le autorità svedesi hanno fatto affidamento sulla coscienziosità dei cittadini che senza alcun obbligo hanno mantenuto le distanze e hanno cercato di rimanere a casa per quanto possibile. Il sistema sanitario grazie a quest’approccio responsabile avrebbe dovuto evitare qualsivoglia sovraccarico.

Secondo le statistiche ufficiali pubblicate dall’OMS, in Svezia (la cui popolazione è di 10 milioni di abitanti) si sono registrati 30.143 contagi e 5.000 guariti. Le vittime sono state 3.679, ossia diverse volte di più rispetto ai Paesi vicini. In Norvegia per Covid-19 sono morte 232 persone e in Finlandia 298. La popolazione di questi due ultimi Paesi è di più di 5 milioni.

Circa un terzo delle vittime da coronavirus in Svezia sono persone anziane. I più vulnerabili si sono rivelati gli anziani nelle case di riposo sebbene prima della pandemia il welfare svedese fosse considerato uno dei migliori in Europa.

Questo ha scatenato una ondata di critiche sulla stampa. “La Svezia sacrifica i propri anziani. Fra i Paesi dell’Europa del Nord siamo quelli con i risultati peggiori. Stiamo salvando l’economia mettendo a repentaglio le vite dei nostri cittadini”, ha scritto il tabloid locale Aftonbladet.

Duramente colpiti anche i migranti. Nel Paese sono molti gli individui provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa. Molti non parlano lo svedese, non seguono le raccomandazioni dei medici e degli epidemiologi. Infatti, una vittima da coronavirus su cinque è un migrante.

Ma il governo non sta tentando di invertire la tendenza e non ha fretta di imporre norme di comportamento forzose.

“La società svedese rimarrà aperta. La pandemia potrebbe protrarsi a lungo. Mantenere le persone per mesi in isolamento è tanto pericoloso quando lasciarle uscire improvvisamente provocando dunque una nuova ondata di contagi”, ha spiegato l’epidemiologo svedese Anders Tegnell.

L’esempio svedese è contagioso, ma suscita dubbi

Inizialmente la Gran Bretagna voleva seguire l’esempio svedese. Boris Johnson era attratto dall’idea dell’immunità di gregge, ma gli epidemiologi dell’Imperial College e probabilmente anche il proprio contagio diretto gli hanno fatto cambiare idea. Gli esperti britannici hanno insistito sul fatto che nessuno di preciso sapeva quante persone avrebbero dovuto ammalarsi prima che il Paese raggiungesse l’immunità.

Questa idea appare dubbiosa anche a Donald Trump. Se gli USA avessero seguito lo stesso esempio, il numero di vittime avrebbe raggiunto i 2 milioni, ha ipotizzato il leader americano.

Su Twitter Trump ha scritto: “La Svezia è diversa da noi. Gli svedesi sono disciplinati. Ma il Paese pagherà a caro il prezzo la mancata introduzione della quarantena”.

Anche in Svezia non tutti sostengono la politica adottata dalle autorità. Molti ritengono che l’economia sarà comunque interessata dalla crisi. Le PIM stanno già dando segnali d’allarme. I bar e i ristoranti sono aperti, ma gli introiti sono calati in maniera significativa. Il comparto turistico sta subendo perdite ingenti e gli imprenditori dichiarano il fallimento. Le autorità promettono la concessione di linee di credito a tasso 0, ma è improbabile che questo dia un contributo reale.

Codice culturale

“L’assenza di un lockdown generale non significa che non ci siano misure di contrasto al Covid-19”, sottolinea l’ambasciata svedese in Russia in un’intervista rilasciata a Sputnik.

Dall’ambasciata ricordano anche che: “Il sistema sanitario svedese ha raccomandato alle persone anziane di effettuare spostamenti. Ad esempio, è stato vietato loro di fare visita alle case di riposo. Gli studenti delle ultime classi del liceo e dell’università stanno seguendo le lezioni online. In generale, la società sta dimostrando grande fiducia nei confronti delle autorità. Il governo, a sua volta, sta facendo grande affidamento sulla responsabilità di ogni cittadino”.

Ad ogni modo è ancora presto per trarre conclusioni su un determinato modello di contrasto al virus, secondo l’ambasciata. E della stessa opinione sono anche i cittadini di Stoccolma intervistati da Sputnik.

“Non si deve pensare che la nostra vita non sia cambiata. È vero, qui non siamo controllati e non dobbiamo giustificare i nostri spostamenti. Ma ciò che ci circonda ci ricorda dell’epidemia”, sostiene Yuliya Ustinova, studentessa dell’Università di Stoccolma. “Sugli autobus si legge Vi ringraziamo per il rispetto che dimostrate e per il mantenimento delle distanze. Nei centri commerciali si leggono inviti in tutte le lingue a prestare attenzione. Al posto delle locandine campeggiano messaggi come Il cinema resterà chiuso finché la vita smetterà di assomigliare a un film. I bar sono vuoti”.

È già un successo l’aver evitato di ripetere il caso italiano, sostiene convinto Pyotr Topychkanov, storico e collaboratore dell’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI). “La Svezia è ben lungi da quei numeri agghiaccianti. Ma questo non significa che tutto vada bene. Le autorità ammettono anche gli sbagli. Stanno ammettendo chiaramente che l’epidemia si protrarrà a lungo e si potranno trarre le conclusioni solo tra alcuni anni”, sostiene lo storico.

Stando alle sue osservazioni, nessuno sta percependo una allerta di alcun genere: “Parlo con i vicini, i genitori dei figli a scuola, all’asilo e all’interno della mia cerchia di conoscenze tutto sembra essere tranquillo. La fiducia nelle istituzioni continua ad essere elevata. Ad ogni modo gli svedesi non sono orgogliosi di affrontare il coronavirus meglio dei vicini. Non hanno un atteggiamento altezzoso, anzi rispettano qualunque approccio venga adottato”.

Intanto le persone stanno imparando a vivere una realtà nuova. Come in tutti i Paesi del mondo, gli svedesi stanno limitando gli spostamenti, i contatti con parenti e amici, non fanno previsioni per l’estate e capiscono che il peggio potrebbe ancora venire. Ma rimarcano il fatto di prendere precauzioni per la propria vita in maniera autonoma e non perché costretti. 

Tema:
Coronavirus: superati i 4 milioni casi nel mondo (10-20 maggio) (103)
Tags:
Coronavirus, Svezia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook