01:02 28 Maggio 2020
Mondo
URL abbreviato
226
Seguici su

Il ministro degli Esteri russo ha ribadito che il vaccino per il Covid-19 non può essere considerato un bene esclusivo di alcuni stati.

Nel mondo si sta assistendo una gara, a volte poco pulita, per raggiungere il primato sull'elaborazione di un vaccino efficace contro il Covid-19.

A sostenerlo in un'intervista online ai media russi è il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov:

"E' partita una certa gara per il prestigio a chi arriverà primo, ci sono già delle manifestazioni di egoismo nazionale, quando si verifica una lotta concorrenziale, non sempre pulita, a chi sarà il primo a possedere il vaccino", ha spiegato Lavrov.

Il funzionario ha poi aggiunto che esistono informazioni circa il fatto che gli USA abbiano finanziato l'azienda farmaceutica francese Sanofi affinché fornisca il risultato del proprio lavoro in esclusiva agli USA:

"D'altra parte n Francia e in Europa c'è chi propone, e noi condividiamo, che qualunque risultato positivo sull'elaborazione di un vaccino debba essere reso disponibile per tutta l'umanità, e che il vaccino debba essere accessibile a tutti. Ecco, questo sarebbe mostrare buon senso, senza geopolitica, senza scopi di parte, senza tentativi di ottenere un vantaggio geopolitico da questa situazione così tragica", ha concluso Lavrov.

La polemica Sanofi-UE

Nei giorni scorsi l'ad di Sanofi, il colosso farmaceutico francese che lavora allo sviluppo del vaccino, aveva detto che gli Usa avrebbero avuto priorità sull'ottenimento del vaccino in quanto primi finanziatori della società.

Tali dichiarazioni hanno suscitato clamore, tanto da portare alla replica del portavoce della commissione Ue alla Salute, Stefan De Keersmaecker, il quale ha sottolineato come il vaccino per il coronavirus debba diventare un bene universale.



RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook