04:57 02 Giugno 2020
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L’ambasciatore cinese in Danimarca rimanda al mittente, l’omologa ambasciatrice statunitense, le accuse di presunti interessi predatori di Cina e Russia nei confronti della Groenlandia definendole “assurde e fuorvianti”. Non sarebbero altro che uno stratagemma per nascondere i veri interessi predatori, quelli degli Stati Uniti, egli sostiene.

Secondo l'ambasciatore cinese in Danimarca, Feng Tie, gli Stati Uniti starebbero usando le accuse contro la Russia e la Cina come uno stratagemma per coprire i propri reali interessi in Groenlandia.

Feng Tie si è scagliato contro un pezzo di opinione scritto dalla sua omologa statunitense Carla Sands, ambasciatrice statunitense anch’essa in Danimarca, nel quale questa accusava la Cina e la Russia di avere maligni progetti sulla Groenlandia e sull'Artico nel suo insieme.

“Nel suo editoriale, l'ambasciatrice americana ha dichiarato indirettamente che i tentativi degli Stati Uniti di rafforzare la propria influenza in Groenlandia sono la migliore soluzione possibile per la Danimarca e la Groenlandia, poiché l'alternativa sarebbe che Russia e Cina arrivino e prendano il controllo dell’isola. Questo è assurdo e fuorviante”, ha scritto Feng Tie nella sua confutazione sul giornale danese Altinget, sottolineando che la Cina rispetta la sovranità, i diritti e le giurisdizioni degli stati artici.

Secondo Feng, non c'è motivo di vedere la Cina come una minaccia, ma piuttosto "come un partner con molte opportunità". “È importante ricordare che ogni collaborazione è volontaria. La Cina non può in alcun modo imporre cooperazione alla Groenlandia o alla Danimarca ", ha sottolineato.

Feng ha anche negato le ipotesi della Sands secondo cui Pechino starebbe "gradualmente cercando di penetrare nell'Artico" guadagnando "punti d'appoggio" attraverso una rete di posti di osservazione scientifica. Feng ha respinto tale argomento, rilevando che la Cina ha tutto il diritto di accedere a parti dell'Artico ai sensi del Trattato delle Svalbard del 1920, che autorizza i firmatari a condurre ricerche scientifiche e attività commerciali in aree specifiche della regione.

Ha precisato inoltre che nessuna società cinese sta attualmente operando in Groenlandia, ma ha aggiunto che Pechino è aperta a rafforzare la cooperazione economica.

Feng ha anche reagito alle accuse della Sands sull’inquinamento cinese, sottolineando come gli stessi Stati Uniti siano tra i più grandi inquinatori.

"In Groenlandia, l'inquinamento degli Stati Uniti è estremamente esteso e potremmo conoscerne solamente la punta dell'iceberg", ha scritto Feng parlando di "molte domande irrisolte circa la misteriosa città sotto il ghiaccio", Camp Century*, situata appunto in Groenlandia a circa 200 chilometri dalla base americana di Thule.

*(Camp Century faceva parte del programma segreto missilistico americano della Guerra Fredda che si chiamava Project Iceworm).

Inoltre, Feng ha ricordato un incidente del 1968, quando un bombardiere statunitense B-52 si schiantò in Groenlandia con quattro bombe nucleari. “L'incidente causò l'inquinamento radioattivo nell'area. La gente del posto denuncia ancora animali nati con malformazioni”, ha detto.

Secondo l’esperto danese Lars Bangert Struwe, segretario generale dell'Associazione Atlantica, questo scontro tra i due ambasciatori delineerà la rivalità delle due potenze per i prossimi 10-15 anni.

Ad aprile, gli Stati Uniti avevano fatto arrabbiare Copenaghen con la loro offerta di un pacchetto di aiuti da 12 milioni di dollari per dare il via agli investimenti statunitensi nel settore turistico ed energetico della Groenlandia, citando al contempo le preoccupazioni per l'influenza russa e cinese. Numerosi parlamentari danesi dei vari partiti avevano visto la mossa come un ennesimo tentativo di minare i legami della Danimarca con l'isola più grande del mondo, che fa parte del regno danese.

L'anno scorso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva lanciato l'idea di acquistare la Groenlandia dalla Danimarca. L'offerta era stata respinta dal Primo ministro danese Mette Frederiksen con sdegno.

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