03:08 23 Ottobre 2020
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In Cina e altri Paesi orientali il tè è considerato una bevanda curativa. Si beve prevalentemente per mantenere il tono muscolare e cutaneo, per migliorare l’umore e per prevenire le malattie, anche il cancro. A riprova di questa usanza vi sono diverse evidenze, anche scientifiche.

Antenati perduti

Oggi il tè è la bevanda più diffusa al mondo dopo l’acqua. Si ritiene che abbiano cominciato a farne uso come sostanza curative e stimolante in Cina 3500-4000 anni fa e che verso il II secolo a.C. la pratica di bere il tè si sia diffusa in tutta l’Asia centrale. Il tè, assieme alla seta e alla ceramica, fu una delle principali merci trasportate lungo la Via della Seta.

Qualunque tè (nero, verde, bianco, giallo, oolong o pu’er) viene prodotto a partire dalle foglie essiccate della stessa pianta, la Camellia sinensis. Il mistero dell’origine del tè nel fatto che tutte le specie note di Camellia sinensis sono da coltura. Non vi sono vegetali selvatici analoghi in natura.

La seconda parola nella denominazione del vegetale significa “cinese”. Tuttavia, gli scienziati identificano 3 diverse linee genetiche dell’albero del tè: quella cinese proveniente dalla Cina meridionale e due indiane rispettivamente originarie della provincia cinese dello Yunnan e della regione indiana dell’Assam.

Composizione del tè

Oltre al suo gusto e al suo profumo molto piacevoli, il tè possiede numerose proprietà curative che si basano sull’azione di metaboliti secondari presenti nelle foglie di tè. Queste sostanze chimiche permettono alla pianta di sopravvivere e alcune di esse sono molto utili per l’uomo. In particolare, la caffeina, la catechina e la teanina.

L’azione della caffeina è ben nota. È un potente psicostimolante che viene impiegato per alleviare il mal di testa, incrementare la produttività mentale e fisica, scongiurare la depressione e la sonnolenza, stimolare la respirazione e l’attività cardiaca. La caffeina è presente in grandi quantità nel tè nero e meno nell’oolong. La quantità meno importante di caffeina si trova nei tè verde e bianco.

Le catechine sono composti polifenolici, forti antiossidanti che permettono alle piante di contrastare lo stress acidificante e nell’organismo umano neutralizzando i cosiddetti radicali liberi che potrebbero danneggiare le cellule. Le catechine sono presenti più nel tè bianco che in quello nero. Sono queste sostanze a conferire al tè un retrogusto amarognolo.

Il tè contiene quattro tipologie di catechine tra le quali la più potente è l’epigallocatechina gallato (EGCG). In una tazza di tè verde ce n’è di più rispetto alla caffeina.

La teanina è un amminoacido naturale, simile per la sua composizione molecolare alla glutammina. Questa sostanza ha un effetto calmante, attiva l’attività cerebrale, migliora le funzioni cognitive, contrasta la depressione e risolleva l’umore. La teanina è particolarmente efficace in combinazione con la caffeina.

Mercato di frutta e legumi
© Fotolia / Aleksandar Mijatovic
In vendita è possibile trovare la teanina come estratto di tè verde con proprietà antistress. Ma gli studi hanno dimostrato che c’è più teanina nel tè nero rispetto che in quello verde. E, per quanto possa sembrare strano, sono le bustine di tè a contenerne in quantità massime.

Il tè verde può proteggere dal cancro?

L’epigallocatechina gallato, di cui è ricco il tè verde, presenta proprietà anticancerogene. Anzitutto innesca l’apoptosi, ossia la morte programmata delle cellule tumorali senza ledere i tessuti sani adiacenti. Come è stato acclarato dagli scienziati, questo composto inibisce un complesso multiproteico noto come proteasoma il quale viene impiegato dalle cellule tumorali per contrastare l’apoptosi.

Sia l’EGCG sia altre catechine del tè prevengono la formazione di molecole tossiche di ROS, ossia specie reattive dell’ossigeno, in grado di contribuire all’incremento delle cellule tumorali. Inoltre, impediscono la formazione di vasi sanguigni che portano le sostanze nutritive e l’ossigeno al tumore.

Numerosi studi sugli animali dimostrano che gli estratti di tè verde sono estremamente efficaci nella prevenzione delle patologie tumorali e contrastano in maniera efficace la crescita di neoplasie. Tuttavia, la dosi di catechine impiegate in questi esperimenti sono troppo elevate e potrebbero essere pericolose per il fegato umano. Questo è un problema che ha riscontrato chi ha abusato di integratori alimentari a base di catechine per la perdita di peso.

Sebbene si proceda con cautela nella applicazione all’uomo dei risultati degli studi sugli animali, nelle riviste scientifiche compaiono regolarmente articoli a dimostrazione del fatto che il tè verde e i suoi componenti chimici potrebbero prevenire il cancro. Ad esempio, uno studio su larga scala condotto nel 2016 nel quale è stato seguito lo stato di salute di più di 164.000 cinesi tra il 1990 e il 2006 ha dimostrato che il consumo regolare di tè verde riduce il rischio di morte per cancro dell’8-21%.

Durante uno studio di coorte olandese gli scienziati hanno analizzato i cambiamenti a lungo termine della salute di 120.000 soggetti e hanno scoperto che il consumo di tè riduce la mortalità da cancro, da patologie cardiovascolari e la mortalità in generale.

In altri studi i medici hanno osservato rispetto ai soggetti sottoposti a placebo sia un rallentamento nella progressione del tumore sia una riduzione del numero di lesioni precancerose nei pazienti con cancro al retto, alla prostata, al seno e alla pelle che avessero assunto pillole di estratto di tè verde con catechine.

L’azione del tè sul sistema nervoso

L’effetto esercitato dal tè sul cervello e sul sistema nervoso è legato anzitutto alla teanina o, meglio, a 2 neurotrasmettitori che si creano nell’organismo a partire dalla teanina, ossia l’acido gamma-amminobutirrico (GABA) e l’acido glutammico. Per via della loro azione divergente sul sistema nervoso, il GABA è detto anche acido frenante, mentre l’acido glutammico è quello stimolante.

La combinazione di queste due sostanze conferisce al tè proprietà veramente uniche: la bevanda calma e stimola allo stesso tempo, riduce lo stress senza causare sonnolenza, ma al contrario aumentando la soglia dell’attenzione. Entrambi i composti innescano processi neurobiologici che inducono alla secrezione di dopamina (l’ormone del piacere) e di serotonina (l’ormone della felicità).

L’anno scorso taluni neurobiologi giapponesi hanno studiato l’azione della teanina sulle funzioni cognitive e sulla sua capacità di ridurre lo stress in adulti sani. Lo studio ha dimostrato che dopo l’assunzione mensile di 200 mm di teanina al giorno (ossia 8 tazze di tè verde) i soggetti hanno registrato un calo dello stress e della depressione. I soggetti hanno ottenuto risultati migliori rispetto al gruppo placebo in tutti i test sull’attenzione e sulla velocità di reazione.

Lotta all’insonnia e alla demenza

Alcuni dati dimostrano che la teanina contribuisca a combattere l’insonnia, migliorare la qualità del sonno agendo come sostanza calmante, riducendo il senso di preoccupazione e contribuendo al rilassamento.

Gli scienziati cinesi hanno dimostrato che un consumo prolungato e abituale di tè verde riduce il rischio di sviluppare demenza e Alzheimer in età anziana. Coloro i quali durante la vita hanno assunto almeno una tazza di tè al giorno hanno avuto risultati migliori nei test di memoria ed elaborazione delle informazioni rispetto a chi non ha mai bevuto tè.

Il ruolo principale nel miglioramento dell’umore e delle funzioni cerebrali lo svolge proprio la teanina. Questa sostanza supera facilmente la barriera ematoencefalica e agisce direttamente sull’attività ondulatoria del cervello, cosa che sono in grado di fare pochi nootropi naturali. Tuttavia, gli scienziati hanno appurato che la sua azione è più potente se combinata con altri componenti importante del tè quali la caffeina e le catechine. Dunque, pare che la natura ci abbia già fornito la bevanda ideale.

Chi vive più a lungo
Oltre alle proprietà anticancerogene e psicotropiche, il tè, a giudicare alle numerose pubblicazioni scientifiche, presenta anche altre proprietà benefiche. Infatti, riduce il rischio di infarto e di patologie cardiovascolari gravi, aiuta a contrastare gli sbalzi di pressione arteriosa, riduce il livello di zuccheri nel sangue innescando i meccanismi cellulari di contrasto al diabete e, in generale, allunga la vita.

Di recente, l’Accademia nazionale cinese di Medicina ha pubblicato i risultati del progetto China-PAR nell’ambito del quale sono stati stimati i rischi di sviluppo di patologie cardiovascolari nella popolazione. Fra i vari fattori gli scienziati anche analizzato anche l’azione del tè sullo stato di salute dell’uomo.

È emerso che gli strenui sostenitori del tè, che supportano questa usanza da molti anni, presentano un rischio inferiore (del 39%) di sviluppare infarti e patologie cardiovascolari, nonché di presentare malattie cardiache letali (del 56%). Mentre il rischio di morte generale, indipendentemente dalla causa, in tali soggetti era del 29% inferiore rispetto a chi aveva assunto tè in maniera irregolare o non l’aveva assunto affatto.

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