08:12 27 Maggio 2020
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Coronavirus: superati i 4 milioni casi nel mondo (10-20 maggio) (103)
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Dopo i dati riferiti dalla Germania secondo i quali ai primi tentativi di riapertura corrisponderebbe già un aumento del ‘tasso di riproduzione’ del virus, ieri è stato lanciato l’allarme globale sulle probabilità di una ‘seconda ondata’. Ma cos’è il ‘tasso di riproduzione’ del virus e perché si guarda a questo per la riapertura?

L'allarme è stato lanciato ieri, lunedì 11 maggio, dopo che la Germania aveva riferito che il tasso di riproduzione dell’agente patogeno era risalito sopra 1, indicando che la malattia ha nuovamente ripreso a diffondersi in maniera che potrebbe destare preoccupazioni, già pochi giorni dopo i primi tentativi di allentare il blocco e riaprire l’economia, riferisce la Reuters.

Per capire in cosa consistano tali preoccupazioni è necessario spiegare il concetto di ‘tasso di riproduzione’ di un virus.

Il tasso di riproduzione di un virus (RO), è una misura della sua trasmissione. Indica il numero di nuove infezioni generate da ciascun caso. Una percentuale di RO di 1, ad esempio, significa che in media ogni persona infetta infetterà un'altra persona con cui viene in contatto.

Facile quindi capire come un tasso di riproduzione inferiore a 1 indichi che un focolaio si stia attenuando, poiché ogni persona infetta trasmette il virus a meno di un'altra persona. Al tempo stesso il tasso eguale a 1 indica una diffusione costante, mentre un tasso superiore all’unità indica che il virus è già esponenziale e tende a sfuggire al controllo, con il rischio, man mano che il tasso sale, di congestionare ospedali e mandare in tilt i sistemi sanitari.

Secondo un'analisi dell'Organizzazione mondiale della sanità, durante la prima fase della diffusione del virus a Wuhan il tasso era stimato a circa 2,5. Situazione non dissimile si è avuta in Italia nella prima fase della diffusione del focolaio.

Chiaramente, per calcolare con precisione l’RO, sarebbe necessario un diffuso test della popolazione, questo rende l’indice, in realtà, estremamente difficile da calcolare e, in genere, viene rilevato per difetto o per approssimazione statistica.

La densità di popolazione è un fattore importante, anche questo è intuibile. Il virus si diffonde in modo molto più efficiente nelle aree densamente popolate. Gli sforzi di mitigazione, come l'allontanamento sociale, la chiusura di scuole e aziende e l'uso di maschere per il viso, aiutano a ridurre l’indice RO.

Il COVID-19 si diffonde più velocemente dell'influenza

Questo nuovo coronavirus per altro ha dimostrato la capacità di diffondersi più facilmente rispetto addirittura all’influenza. Il periodo d'incubazione medio di circa 5 giorni, rispetto ai 2 giorni dell'influenza, non fa che complicare la situazione.

Tutto questo preoccupa le autorità che devono tenere sotto controllo questo indice. La notizia che il tasso di riproduzione del virus in Germania è risalito sopra l’1, (1,1 per l’esattezza) potrebbe quindi riportare nel dubbio i governi in tema di politica delle riaperture.

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