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La pandemia del coronavirus: superati i 3 milioni di casi nel mondo (27 aprile - 10 maggio) (106)
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La Cina è stata accusata più volte per la gestione dell'epidemia da parte di funzionari statunitensi, tra cui il presidente Donald Trump, che afferma che il virus è fuggito da un laboratorio cinese e che Pechino stava nascondendo le vere informazioni sullo stato dell'epidemia.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nega con forza il documento della rivista tedesca Der Spiegel, secondo cui il presidente cinese Xi Jinping avrebbe fatto pressioni sul direttore generale dell’OMS per mantenere informazioni riservate sulla Covid-19 a fine gennaio. L’organismo sanitario internazionale ha definito il rapporto “infondato e falso”, sottolineando che il direttore dell’OMS, Tedros Adhanom, non ha mai parlato con Xi Jinping per telefono o in qualche altro modo in quel periodo.

“Tali documenti inesatti distraggono e sottraggono energie all’OMS e al mondo per porre fine alla pandemia da Covid-19”, ha affermato in un comunicato l’OMS.

La dichiarazione ha anche messo in rilievo le incoerenze del rapporto, come il fatto che la Cina avrebbe confermato ufficialmente la capacità del nuovo coronavirus di trasferire da un essere umano all’altro il giorno prima della presunta telefonata del 20 gennaio. In aggiunta, gli scienziati cinesi avevano inizialmente suggerito che la trasmissione da uomo a uomo del nuovo coronavirus era possibile, già nella notte tra il 14 e il 15 gennaio, quasi una settimana prima della presunta conversazione. L’OMS ha promulgato l’emergenza sanitaria di interesse internazionale 10 giorni dopo che la Cina ha confermato la trasmissione da uomo a uomo di Sars-CoV-2.

Der Spiegel in precedenza aveva sostenuto, citando un documento presumibilmente ottenuto dal Servizio federale tedesco di intelligence (BND), che il presidente cinese Xi Jinping “fece pressioni” sul direttore generale dell’OMS in una telefonata del 21 gennaio per non divulgare le informazioni sul nuovo coronavirus.

Avrebbe presumibilmente chiesto all’organismo internazionale di ritardare la pubblicazione delle informazioni sulle capacità della Covid-19 di essere trasmessa da uomo a uomo e della dichiarazione di emergenza, afferma la rivista. Der Spiegel ha anche affermato che, secondo le presunte stime del BND, gli sforzi di Pechino sono costati dalle quattro alle sei settimane di ritardo nella lotta globale contro la pandemia.

Le accuse degli Stati Uniti

Lo stesso rapporto del BND che Der Spiegel cita, è lo stesso che l’intelligence tedesca ha usato per confermare le accuse di Washington contro la Cina riguardo la pandemia fatta dai “Cinque Occhi”: un’alleanza dei servizi di spionaggio di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Tuttavia nessuno dei membri dell’alleanza era pronto a garantire o a sostenere con prove le affermazioni fatte dai funzionari statunitensi.

I politici americani, tra cui il presidente Donald Trump, hanno affermato che il nuovo coronavirus è fuggito da un laboratorio cinese e hanno accusato Pechino di nascondere informazioni sulle prime fasi dell’epidemia cospirando con l’OMS per attenuare le dimensioni dell’epidemia. Washington ha tolto i finanziamenti all’OMS e sta rimuginando di sanzionare economicamente Pechino.

Le autorità cinesi negano con veemenza le accuse di Washington definendole false. L’OMS ha dichiarato di essersi rammaricato della decisione degli Stati Uniti sottolineando lo scadente tempismo proprio mentre si tenta di fermare la pandemia.

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Donald Trump, OMS, Coronavirus
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