07:32 26 Maggio 2020
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Le nuove linee guida per il rilascio dei visti ai giornalisti di nazionalità cinese non si applicano a chi è titolare di un passaporto di Hong Kong o Macao.

Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti (DHS) ha inasprito le linee guida per i visti per i giornalisti cinesi, in una mossa che il DHS ha dichiarato in risposta al trattamento di Pechino nei confronti dei giornalisti americani.

A fine di febbraio, infatti, tre corrispondenti del Wall Street Journal erano stati espulsi dalla Cina in seguito alla pubblicazione di un editoriale condannato da Pechino come razzista.

La revisione dei visti, secondo il DHS, sarebbe una risposta alla "soppressione del giornalismo indipendente" da parte della Cina.

L'aggiornamento delle linee guida prevede la limitazione dei visti per i giornalisti cinesi a un periodo di 90 giorni e la possibilità di un'estensione. Le restrizioni non si applicheranno ai giornalisti con passaporto rilasciato da Hong Kong e Macao.

L'espulsione dei tre reporter del WSJ

La decisione del DHS arriva come rappresaglia alla revoca delle credenziali stampa dei tre corrispondenti del Wall Street Journal, due cittadini di nazionalità statunitense e un australiano, a causa della pubblicazione di  un articolo intitolato "La Cina è il vero uomo malato dell'Asia".

Il controverso editoriale, che è stato scritto da Walter Russell Mead e pubblicato il 3 febbraio, affermava che le autorità cinesi stavano "cercando di nascondere le vere dimensioni" dell'epidemia di coronavirus COVID-19 e che continuano a "lottare per controllare l'epidemia e riavviare la loro economia".

Per Pechino l'espressione "uomo malato" è una frase razzista, usata dagli occidentali alla fine del 1800 per denigrare la Cina, che durante quell'era temeva il dominio coloniale da parte dell'Occidente.

"Gli editori hanno usato un titolo così discriminatorio dal punto di vista razziale, innescando indignazione e condanna tra il popolo cinese e la comunità internazionale", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, aggiungendo che "purtroppo, ciò che il WSJ ha fatto finora non è altro che parare e schivare le proprie responsabilità".

Per il segretario di Stato americano Mike Pompeo, che ha condannato l'espulsione, "i paesi maturi e responsabili comprendono che una stampa libera riporta fatti ed esprime opinioni" e che "la risposta corretta è presentare argomenti contrari, non limitare la parola".

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Cina, USA
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