15:37 01 Giugno 2020
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Uno dei due cittadini statunitensi arrestato, come affermato dalle autorità venezuelane, per il tentato omicidio del presidente Nicolas Maduro, ha rivelato i piani degli incursori.

La televisione venezuelana ha mandato in onda stasera un filmato con le confessioni del mercenario della compagnia di sicurezza privata Silvercopp Luke Alexander Denman, uno dei cittadini americani arrestati dopo una sventata aggressione navale da parte di guerriglieri colombiani nel nord del Paese.

Come dichiarato dal mercenario, il piano era di rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro, portarlo su un aereo e trasportarlo negli Stati Uniti.

"Dovevamo raggiungere il Venezuela, arrivare a Caracas e prendere il controllo sull'aeroporto. Le istruzioni che abbiamo ricevuto includevano la presa dell'aeroporto per garantire l'imbarco sicuro del presidente Maduro", ha affermato il detenuto.

Denman ha affermato anche che il compenso per partecipare all'attacco era tra 50 e 100 mila dollari e il suo gruppo era composto da 20 persone. La preparazione per l’attacco è iniziata a dicembre 2019, sebbene inizialmente i partecipanti non fossero stati completamente al corrente degli obiettivi dell’operazione.

Il detenuto ha anche detto che nel suo gruppo c'erano tre impiegati Silvercorp, incluso lui stesso, e ha dichiarato che a dare gli ordini al capo di questa compagnia di sicurezza privata era il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Lo scorso 3 maggio il presidente dell'Assemblea costituzionale nazionale venezuelana Diosdado Cabello ha dichiarato che 8 aggressori sono stati uccisi ed altri 2 sono stati arrestati nella sventata offensiva da parte dei guerriglieri colombiani. Uno degli arrestati era “un agente dell'agenzia federale statunitense contro il traffico di droga, la Drug Enforcement Administration”.

In seguito il Dipartimento di Stato degli USA ha defininito come “disinformazione” la denuncia da parte delle autorità venezuelane del tentativo di invasione militare.

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