16:19 01 Giugno 2020
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L’aggiornamento del radar americano nella città polare norvegese di Vardø, a 28 chilometri dal confine con la Russia, sta suscitando malcontento tra la popolazione locale.

Secondo l’emittente pubblica norvegese NRK, il potenziamento del sistema radar americano nella contea di Finmark, la più settentrionale del Paese, starebbe creando malumori e timori nella popolazione locale.

Lo scorso fine settimana, il cargo americano Ocean Freedom di 153 metri, è arrivato a Vardø con la seconda fornitura di apparecchiature di intelligence direttamente da Portland, nel Maine.

L'intera banchina di Vardø è rimasta chiusa con alti recinti di metallo e l’intera aera severamente sorvegliata da personale militare e civile. La consegna speciale è stata poi scortata dalla polizia e blindata.

Pare non sia stato uno spettacolo gradito ai tranquilli abitanti del villaggio, per lo più pescatori, che si sentono sempre più presi in mezzo ad una lotta tra superpotenza che non li riguarda.

Il residente locale Stig Nilsen, intervistato dall’emittente, ha descritto la situazione come "pura guerra". Ha ipotizzato che le attrezzature statunitensi potrebbero essere usate per bloccare gli aerei russi.

“È semplicemente una minaccia per la città. È assolutamente terribile", ha detto Nilsen a NRK.

Un altro uomo del posto, Asle Kristiansen, ha messo in dubbio la legalità del potenziamento, sottolineando che ci sono almeno 2.000 persone che vivono attorno al nuovo radar.

“Come potremmo salvare le nostre vite se dovesse succedere qualcosa, non riesco a capire. Non avremo nulla in cambio per tutto questo. Vedo solo svantaggi in questa storia. Rende insicura l'intera comunità qui a Vardø. Ti senti confuso e triste quando ci pensi", ha detto Kristiansen.

Ronny Bjørklund, che vive a 200 metri dai sistemi radar, vede Vardø come possibile bersaglio in caso di conflitto.

“Prima di tutto, questa è una provocazione contro i nostri vicini ad est. In secondo luogo, siamo un bersaglio facile da bombardare, se dovesse succedere qualcosa. Non è affatto buono", ha detto Bjørklund.

Il sindaco di Vardø, Ørjan Jensen, ha affermato che, sebbene personalmente non si preoccupi, potrebbe però comprendere le preoccupazioni dei residenti.

“Il sistema radar è una spina negli occhi della Russia. Non è del tutto improbabile che una situazione del genere possa portare ad una crisi a Vardø ”, ha riflettuto Jensen.

Il sindaco ha anche dichiarato di aspettarsi che il Ministero della Difesa adotti misure per migliorare la sicurezza del sistema radar e per rafforzare le misure in caso di evacuazione.

Il Ministero della Difesa è a conoscenza delle critiche locali e lavora “in buon dialogo con il comune”. Secondo il ministero, il sistema radar sarebbe importante per "salvaguardare la Norvegia e i suoi interessi nazionali".

Secondo la consigliera del Ministero della Difesa, Marita Isaksen Wangberg, la modernizzazione, che è in corso da diversi anni, non cambierà la missione radar o in qualche modo aumenterà le tensioni militari nel nord.

Il nodo Globus II

Data la sua vicinanza alla penisola di Kola e al Mare di Barents, il mare di casa della flotta settentrionale della Russia, Vardø ospita il radar americano Globus II. Mentre verrebbe ufficialmente usato per rintracciare la spazzatura spaziale, il suo sospetto ruolo nel sistema antimissile statunitense e la capacità di costruire un database di tracce missilistiche russe, lo hanno reso una spina cronica nelle relazioni tra Norvegia e Russia. Un radar potenziato e più potente, chiamato Globus III, è in costruzione dal 2017.

Entrambi i radar sono stati una fonte perenne di controversie per i residenti di Vardø. Nonostante le crescenti critiche, forniscono lavoro per molti abitanti del modesto villaggio di pescatori che oggi ha una popolazione di soli 2.100 abitanti, la metà di quanti ne vantava negli anni ’70.

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